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Inter, parole chiare di Jindong: Marotta ha portato un diktat dalla Cina. Icardi potrebbe…

Marco Macca

L'Inter deve raggiungere un obiettivo e mettere le divergenze interne da parte

Bisogna giocare la Champions League anche nella prossima stagione. Zhang Jindong, proprietario di Suning e dell'Inter, è stato chiaro nel pranzo di qualche giorno fa con la dirigenza. L'obiettivo è confermarsi fra le prime quattro. Uno dei principali destinatari di questo messaggio è evidente: Mauro Icardi. Basta divergenze, almeno fino al termine della stagione. Con Mauro che si è riunito al gruppo, pur senza fare il tanto atteso discorso ai compagni. Discorso che, come scritto da Repubblica, potrebbe non avvenire mai:

"L’indicazione arriva dalla Cina. A portarla in Pinetina è stato l’amministratore delegato Beppe Marotta: l’obiettivo è giocare la Champions League l’anno prossimo. Poche parole chiare, quelle di Zhang Jindong, per chiudere un mese e mezzo di telenovela fra Mauro Icardi e la squadra. L’ultima partita del numero 9 è stata a Parma il 9 febbraio. Da allora sono passati 47 giorni, una fascia di capitano ad Handanovic, molti tweet, troppe polemiche. Spetta ora all’allenatore Luciano Spalletti tradurre sul campo la volontà della proprietà. La convocazione di Icardi per la partita contro la Lazio è quasi certa. Potrebbe giocare dal primo minuto, anche se l’ipotesi più probabile è che l’Inter partirà con Keita. Ieri, come già mercoledì, l’argentino si è allenato col gruppo. Ha giocato in partitella al fianco di Ivan Perisic, uno dei compagni con cui sembra che il rapporto fosse più logoro dopo le dichiarazioni della moglie-procuratrice Wanda Nara, ora in vacanza in Argentina, e la valanga che ne è seguita. Icardi non ha fatto il discorso di conciliazione allo spogliatoio che qualcuno si aspettava. Potrebbe farlo oggi, o non farlo mai. A sistemare le cose fra il calciatore e il gruppo, oltre alla fatica diplomatica dell’avvocato Paolo Nicoletti e all’aut aut di Zhang, potrebbe essere la necessità", conclude il quotidiano.

(Fonte: la Repubblica)