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La Scala (Milan): “Voglio vedere l’Inter in B, deve sparire quello striscione. Berlusconi…”

Dario Di Noi

L'avvocato La Scala, vice presidente dell'associazione piccoli azionisti del Milan, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport nella settimana che porta al derby

Per avvicinarsi al derby della Madonnina in programma domenica sera, Tuttosport ha pensato di proporre una doppia intervista: una proveniente dalla sponda rossonera, l’altra dal fronte nerazzurro. Così, il noto quotidiano torinese ha raccolto le parole dell’avvocato Giuseppe La Scala, vice presidente dell’associazione piccoli azionisti del Milan.

Avvocato, come sta vivendo questa settimana che ci porterà a un derby dai mille e più significati? 

«Mi accorgo che tra i tifosi milanisti più giovani, la vera avversaria è considerata la Juventus. Ma per me il derby è la partita più importante dell'anno. Io voglio vedere l'Inter andare in Serie B e sparire quello striscione "Inter club mai stati in B". L'Inter è il grande avversario del Milan per come la vedo io. Posso sopportare qualunque cosa, ma non un gol dell'Inter. È come se mi tirassero una sciabolata in faccia. Detto questo, spero proprio che domenica vada tutto bene, perché per me vincere i due derby è meglio che vincere lo scudetto». 

Sarà l'ultimo derby dell'era Berlusconi visto che entro il 13 dicembre ci sarà il closing. È arrivato il momento giusto per un cambio? 

«Penso che sarebbe dovuto avvenire prima. Berlusconi ha lasciato agonizzare il suo Milan e non avrebbe dovuto farlo. Quando 5-6 anni fa ha detto che non c'erano più le risorse storicamente messe a disposizione della squadra, anche per ragioni di reputazione politica, avrebbe dovuto vendere, anche perché poi ha dovuto finanziare lo stesso il club a causa di una gestione poco oculata che si è venuta a creare negli ultimi anni. Il suo ciclo era già finito». 

Va detto che nel preliminare, però, Berlusconi ha preteso che la Sino-Europe investa ingenti risorse nella squadra. Un bel gesto per lasciare dopo 30 anni, non pensa? 

«Questa circostanza è un gesto degno di uno che lascia in bellezza. In questo, Fininvest e Berlusconi sono stati dei signori. Senza questa garanzia, il Milan non starebbe in piedi perché, fino ad oggi, è Fininvest che ha garantito la liquidità aziendale al club». 

Pensa che la cifra che Sino-Europe pagherà per acquistare il Milan sia consona al reale valore del club? 

«Penso che i cinesi paghino una cifra consistente che permetterà a Fininvest di rientrare di gran parte degli investimenti fatti nel Milan negli ultimi 30 anni. Secondo ma hanno pagato tanto, ma posso anche capire tale valutazione perché i cinesi puntano molto sullo sviluppo del marchio sui mercati asiatici, dove ha un grande potenziale ancora inespresso». 

Ha anche lei la sensazione che, finalmente, il Milan abbia una base solida sulla quale poter costruire la squadra del futuro? 

«Montella ha avuto il coraggio di investire sui giovani che danno un altro passo. Locatelli ha fatto due gol pesantissimi e bellissimi. Mi è piaciuto molto Pasalic e credo che vada acquistato dal Chelsea. Sì, c'è finalmente una base. Lapadula mi è apparso un acquisto sensato, mentre è stato insensato l'arrivo di Sosa, che costerà 8 milioni all'anno al club». 

Avete, come piccoli azionisti, una prospettiva sul rosso che farà registrare il bilancio del 2016? 

«Attualmente no e lo chiederò in assemblea, ma credo che il passivo passerà dai 90 milioni dello scorso anno a circa 60, visto che molti ingaggi pesanti non ci sono più». 

Ma a livello tecnico, chi approverà questo bilancio? La vecchia dirigenza o quella nuova? 

«Il bilancio verrà redatto e firmato da dirigenti che non hanno messo mano sui conti che vanno a firmare. Però avranno fatto delle diligence rigorose e si prenderanno questa responsabilità».

(Tuttosport)