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La Stampa – Gabigol comincia a ripagare l’Inter, ambizioni Champions ancora vive

Francesco Parrone

Successo a Bologna e mai tanti punti dall’anno del Triplete. Si sblocca finalmente il brasiliano: “Ho lavorato tanto”

Dal quotidiano La Stampa il commento sulla prestazione dell'Inter e sul momento del brasiliano Gabigol"Una rete facile facile. Solo nell’area piccola, un appoggio nella porta sguarnita con il sinistro. Lui però era lì, al posto giusto nel momento giusto. E così, Gabriel Barbosa Almeida ha finalmente cominciato a ripagare l’Inter di quei famosi 30 milioni spesi in estate. Ora sì che anche in Italia possiamo chiamarlo Gabigol. Il primo comodo guizzo del ventenne brasiliano frutta a una delle versioni più anonime della squadra rilanciata da Pioli due punti in più che ne tengono vive le ambizioni di Champions. A Bologna, nel sonnolento anticipo di pranzo, stava maturando il primo 0-0 della sua stagione. Gabigol lo ha evitato 7’ dopo essere entrato al posto di Candreva. Era soltanto il 77’ giocato in Serie A e i precedenti, altre briciole da subentrante, avevano soltanto alimentato i dubbi sull’ex Santos.

I rossoblù nel destino -  Oggetto misterioso? Talento sopravvalutato? Bidone, addirittura? Ignorato da De Boer, spronato da Pioli, stava appena cominciando a dare qualche segnale da giocatore vero. Numeri sporadici, fino a ieri peraltro mai produttivi. Ci voleva il Bologna, evidentemente. È la squadra che gli porta bene: quella del debutto in A nell’andata e dell’esordio da titolare in Coppa Italia, a gennaio. Proprio quel Bologna che 20 anni fa al Dall’Ara sbloccò subito un altro ventenne brasiliano. Un po’ più famoso, però. «Ma davvero anche Ronaldo fece qui la prima rete da interista? - chiede conferma Gabigol -. Spero che pure per me sia la prima di molte. Ho lavorato tanto per questo. So che ora devo offrire una cena alla squadra. Bene così: questo è un giorno speciale per me».

Rigore negato a Dzemaili - Può esserlo anche per l’Inter, giunta al nono successo nelle ultime dieci giornate. S’è ripresa il 4° posto ed è rimasta a tiro di Roma e Napoli in una domenica che poteva costarle cara. Le mancavano Icardi e Brozovic, ma a pesare è stata soprattutto l’assenza di ritmo e precisione. Per un tempo abbondante s’è adeguata alla povertà di idee e soluzioni offensive di un Bologna che, per scongiurare il quarto ko di fila, fino al gol decisivo si è solo difeso (unico tiro in porta al 94’: «muro» di Handanovic su Torosidis). Il più smorto Gagliardini del 2017, l’opaco Candreva, l’assonnato Perisic e un Palacio serenamente pensionabile hanno prodotto poco più di zero. Poi, Pioli ha finalmente provato a cambiare qualcosa. Dal 3-4-2-1 di partenza al 4-2-3-1 fino al 4-2-1-3 con gli innesti al 74’ di Banega e Gabigol. Gli ultimi entrati hanno aperto e chiuso l’azione da tre punti, con la partecipazione dell’assist di D’Ambrosio, il più continuo tra chi ha giocato per 96’.

Donadoni ha protestato per un fallo da rigore di Eder su Dzemaili sullo 0-0, Pioli s’è goduto i cambi vincenti con il 13° gol negli ultimi 15’ (record in A alla pari con la Roma). «Non siamo stati belli, ma ci abbiamo sempre creduto. È un altro passo importante, a livello mentale». Il prossimo servirà farlo tra 6 giorni contro la Roma. Senza lo squalificato Miranda, con Brozovic e Murillo in dubbio. «Abbiamo altri giocatori forti», taglia corto il tecnico. Intanto, come sottolinea Handanovic che negli ultimi 5 turni ha preso un solo gol dalla Juve, «questo successo ha già dato un senso alla sfida di domenica sera». E, forse, consegnato un attaccante in più a Pioli".

(Fonte: Roberto Condio, La Stampa 20/02/17)