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Ljajic alla LeBron: 19 canestri su 20 tiri e si scopre cestista

L'ex attaccante dell'Inter mostra di cavarsela molto bene anche nel basket

Alessandro De Felice

L'edizione odierna di TuttoSport svela una dote di Adem Ljajic che non era emersa nel corso del periodo trascorso in nerazzurro. L'ex Inter, spiega il quotidiano, è dotato di un talento innato per il gioco del basket, una precisione nel tiro (con le mani, oltre che con i piedi) che ha lasciato di stucco i suoi compagni al Torino.

"In principio erano Belotti e Benassi. Poi, quest’anno, è arrivato lui, che evidentemente ha un microchip particolarmente potente per quanto riguarda la gestione “elettronica” del mirino... E così, a basket, nelle sfide interne alla Sisport, Adem Ljajic ha cominciato a dettare legge nei tiri a canestro, confermando la dote della precisione non solo con i piedi, ma pure con le mani. In principio erano il Gallo e il neo Capitano perché sono stati proprio loro, la stagione scorsa, a far esplodere la basketmania nello spogliatoio granata. Arrivavano entrambi addirittura con un bel po’ di anticipo rispetto all’inizio della seduta, in modo da potersi sfidare con i tiri liberi stile “Giro del mondo”: per cui si comincia a tirare da una parte della lunetta per raggiungere quella opposta a forza di canestri. Poco alla volta la moda ha preso piede nel gruppo, dove ovviamente se la cavava eccome Nikola Maksimovic, che da serbo ha la pallacanestro come sport di riferimento dopo il calcio e in un videospot del Torino del campionato scorso, ha centrato live tre tiri su tre prima di dire “E ora tutti allo stadio”.

19 SU 20 - "Ma quest’anno è arrivato un talento di primissima fascia, al secolo Adem Ljajic, uno dotato di classe cristallina e una mira nei tiri da paura. Non solo quando cerca di piazzare, anche su punizione, il pallone all’incrocio dei pali, ma pure quando si tratta di spedire la palla arancione dentro il cesto, utilizzando non il piede ma la mano. L’altro giorno ha lasciato di stucco Giuseppe Vives, uno che a basket si difende e nei 20 tiri che aveva a disposizione contro lo slavo ne aveva centrati una dozzina. Peccato che il numero 10, dopo aver fallito il primo, abbia spedito nel canestro gli altri 19, uno dietro l’altro! Che la pallacanestro rappresenti il secondo sport amato da Ljajic dopo il calcio pare a questo punto pacifico".

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