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Mancini-Italia, ci siamo. L’ex tecnico dell’Inter accetterà un ingaggio a salire, lo Zenit…

Andrea Della Sala

Il 14 maggio nuovo incontro a Roma dove verrà formalizzato l'accordo con Mancini

Dopo aver sondato le piste Conte e Ancelotti, l'Italia ha scelto di affidarsi a Roberto Mancini. Dopo aver fallito l'accesso ai Mondiali in Russia, toccherà all'ex tecnico dell'Inter cercare di costruire la squadra per gli Europei del 2020. Accordo trovato e appuntamento al 14 maggio, quando Mancini sarà ancora a Roma e verrà formalizzato l'accordo.

"Lo Zenit è indispettito dalle manovre di avvicinamento della Figc a un allenatore sotto contratto e lo è ancora di più ora che l’incontro romano di martedì pomeriggio è diventato pubblico: fin dove possa spingersi questa irritazione non è dato sapersi, di sicuro perché la trattativa vada in porto e Mancini diventi il ct azzurro fino al 2020 occorre il via libera della società russa. C’è anche un altro fronte aperto sulla strada che deve portare Mancini sulla panchina azzurra. Un fronte non di poco conto. La Figc ha messo a bilancio un budget di 5 milioni netti a stagione per il ct e il suo staff, ma il commissario Fabbricini non ha intenzione di usarlo tutto, anzi. Nelle ultime ore, il vertice di una Figc commissariata ha riaperto il cassetto dei ricordi da dove è spuntato il contratto di Lippi campione del mondo: il commissario tecnico di Berlino 2006 guadagnava 1,6 milioni all’anno, il suo successore Prandelli 200 mila euro in meno. Tradotto: Mancini deve fare un passo indietro e accettare un ingaggio a salire (sarà previsto un consistente bonus qualificazione a Euro 2020) fino ai 2,5 milioni, dimenticandosi le cifre che giravano attorno a Conte e ai suoi collaboratori (5,5 milioni complessivi all’anno). Un passo indietro che Mancini è disposto a fare".

(La Stampa)