Marani: “Inter seria candidata allo Scudetto. Conte? Era dai tempi di Mourinho che…”

Marani: “Inter seria candidata allo Scudetto. Conte? Era dai tempi di Mourinho che…”

I nerazzurri si impongono nel derby e conquistano la quarta vittoria consecutiva

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Antonio Conte, Milan-Inter

All’interno del suo editoriale per Tuttosport, Matteo Marani ha elogiato la prestazione dell’Inter nel derby di ieri sera, sottolineando i meriti di Antonio Conte a partire dalla preparazione estiva e dalle scelte di mercato:

Dopo quattro giornate, che non vogliono dire tutto, ma qualcosa sì, in testa al campionato c’è l’Inter di Antonio Conte, che finora ha soltanto vinto, non lasciando punti a nessuno. Si era detto che le prime tre gare di campionato fossero state agevoli, ma la squadra esce dal derby con una risposta piena e convincente. L’Inter ha pressato dal primo minuto il Milan, ha tolto spazio e respiro ai vari Suso e Biglia. Lo ha fatto all’inizio della partita e lo ha ripetuto per tutto il secondo tempo, quando Brozovic e lo straripante Lukaku hanno firmato la vittoria. Prima della prima gara di campionato contro il Lecce, avevamo scritto su queste stesse colonne che l’anti-Juve si chiamava Conte. Non più una squadra, ma un uomo, lo stesso che ieri sera correva lungo la fascia, gesticolava, quasi a sospingere i suoi ad attaccare o a ripiegare in difesa. Era dai tempi di Mourinho, probabilmente, che non si vedeva una simile ferocia in panchina. I risultati stanno confermando le previsioni. L’insidia maggiore per il Feroce Salentino era iniziare male, con il pericolo che qualche stento iniziale potesse ingenerare delusione e polemiche rivolte al suo passato bianconero. Ma Conte ha lavorato bene in estate, meglio di quanto è stato fatto alla Juve a giudicare dal basso ritmo mostrato da Madama nell’ultima settimana, con l’eccezione del secondo tempo di Madrid. Conte ha lavorato bene sul campo, negli allenamenti sotto il sole, come dimostra l’ottima condizione fisica dei suoi giocatori. Ma è soprattutto sul mercato, aiutato da Marotta, che Conte non ha sbagliato nulla. C’era bisogno di un centravanti fisico, che fungesse da boa per aiutare il centrocampo a salire, ed è arrivato uno dei migliori al mondo: Lukaku. Capace di segnare in tre delle prime quattro gare di questa stagione. E c’era bisogno di mezz’ali che aiutassero Brozovic – come fu con Pirlo alla Juve – a liberarsi dal pressing avversario per impostare il gioco in modo libero, esaltando la qualità del lancio. In attesa del migliore Barella, l’emblema è proprio il piccolo Sensi, giocatore da calcio spagnolo, nel cuore di Conte qualcosa di simile a ciò che fu Giaccherini. Mettiamoci anche Godin, che ieri ha fermato nei momenti cruciali il promettente Leao, sicuramente più pericoloso di Piatek. L’uruguagio si è sposato in maniera perfetta con De Vrj e Skriniar, oltre ovviamente alla sicurezza Handanovic. Finora è la migliore difesa del campionato, con una sola rete al passivo. Se i campionati li vince chi subisce meno, secondo un’antica e sempre valida statistica, l’Inter è una candidata più che credibile alla vittoria del campionato“.

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