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Napoli, Gattuso in conferenza: “Ci siamo fatti tre gol da soli”

Daniele Vitiello

Le parole del tecnico azzurro in conferenza stampa dopo Napoli-Inter

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni dei cronisti in sala stampa al San Paolo dopo la partita con l'Inter. Queste le sue parole, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it: "Non dobbiamo pensare al San Paolo, ma dal fatto che qui non si vince dal 19 ottobre. La gente sicuramente non ci può applaudire, ma bisogna continuare sulla prestazione di oggi. Qualcuno mi prende per scemo, ma a tratti la squadra ha espresso un buon gioco. Abbiamo preo 3 gol scivolando da quando sono arrivato, ma non voglio sentir parlare di sfortuna. Non è un caso e da domani inizierò a guardare anche i tacchetti. Se continuiamo però a migliorare la condizione fisica e mentale la squadra può fare qualcosa di importante. Voglio parlare della prestazione della mia squadra, i dati ci dicono che qualcosa abbiamo fatto. Tre gol ce li siamo fatti da soli, la prestazione non è da buttar via".

Su cosa migliorare?

"Meno errori individuali, perché oggi stiamo pagando questo. Alla squadra penso non si possa rimproverare nulla. Oggi ha fatto cose importante, ma ha commesso ingenuità a livello individuale. Questa è la lettura, non per trovare alibi. Tante volte abbiamo giocato 2 contro 2 affrontando gli attaccanti più forti della Serie A e su questo dobbiamo lavorare. Questa è una squadra che da tanti anni non vive sensazioni così e io devo lavorare su come uscirne. Vedo una squadra viva, tutti i giorni fa allenamenti con grandissimo entusiasmo. La strada da percorrere è questa".

Come giudichi la distanza tra i reparti?

"La linea dei quattro tante volte si è mossa bene. Abbiamo dato poca profondità. Il problema più grande è stato uscire sul loro vertice basso quando loro palleggiavano. Bisogna tenere meglio il campo".

San Paolo silenzioso. 

"Faccio fatica a fare l'allenatore. Sono disposto a fare l'appello ai gruppi organizzati e ad incontrarli, anche se non è compito mio. Non è facile, ma non deve essere un alibi. Anche io oggi ho sentito qualche vaffa, ma va bene così. Se i tifosi si aspettano che questa squadra dia di più, come posso dire qualcosa? Posso solo dirgli di venire allo stadio e incitarci per novanta minuti, poi se lo meriteremo ci prenderemo le arance a fine partita".

Ti aspettavi di trovare questa situazione? 

"Sì, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di me. Sono contento di essere arrivato in una grandissima società, composta da grandi dirigenti e giocatori importanti. C'è un aspetto che mi fa ben sperare: la passione delle persone che lavorano con me e rappresentano la società, insieme a quella dei calciatori. Non sono abbattuto. Preoccupato sì, ma non abbattuto".

Infortuni e mercato.

"Gli infortuni sono di giocatori importanti, ma non sono tanti. Spero di recuperare Koulibaly questa settimana, Mertens sicuramente ne avrà ancora per una settimana. Maksimovic tornerà anche lui tra una settimana. Non sta a me parlare di mercato. Abbiamo un direttore molto bravo, risponderà lui".

La squadra deve cambiare modo di pensare?

"Deve giocare il calcio che sa fare e mettere la qualità dei singoli a disposizione. Bisogna leggere meno quello che vogliamo fare senza palla. Lavoriamo su alcune scelte che vengono fatte a gara in corso, ma serve tempo".

Come mai i cambi così tardi?

"Ho considerato che avevamo giocato bene la partita. Ho messo due attaccanti alla fine per provare a cambiare la tipologia di gioco, ma pensavo che quelli in campo avevano fatto quanto gli avevo chiesto. Non avevo in testa nulla per cambiare".