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Scaloni studia una nuova Argentina. Ne fanno le spese gli ‘italiani’, Lautaro compreso

Andrea Della Sala

È un'Argentina diversa quella vista nell'ultima gara contro la Polonia. E a farne le spese è stato anche l'attaccante dell'Inter

È un'Argentina diversa quella vista nell'ultima gara contro la Polonia. La Seleccion ha vinto 2-0 ed è approdata agli ottavi, ma è diversa per uomini e anche per idee.

"In questa Argentina gli “italiani” sono finiti al margine. Eppure, Leandro Paredes e Lautaro Martinez erano ben piantati nella formazione titolare, quella che ha sbancato il Maracanà nella finale di Coppa America. Scaloni ha arretrato lo juventino per permettergli di avere più campo aperto da gestire con la sua visione tecnica; l’interista ha guadagnato i gradi in virtù dei 21 gol segnati durante la gestione Scaloni, miglior bomber dopo Messi. Ma Paredes, in deficit atletico, anche a causa di infortuni recenti, è stato tra i primi ad essere travolto dagli arabi e Lautaro, in eterno fuorigioco al debutto, ha deluso contro il Messico. Contro la Polonia, entrambi hanno lasciato spazio ai giovani: Mac Allister e Alvarez", analizza La Gazzetta dello Sport.

"Diverso il discorso di Dybala, l’unico a 0 minuti, con i portieri di riserva, il difensore Foyth e il centrocampista Angel Correa. Contro la Polonia hanno esordito l’ex viola Pezzella e perfino il ripescato Almada, l’ultimo convocato, che gioca negli Usa. Soprattutto nelle prime due partite, quando la rifinitura latitava, l’ingresso del romanista sembrava un atto dovuto. «Scelta tecnica», ha risposto Scaloni su una domanda a tema. Ma il tono ruvido e sintetico della spiegazione fanno presupporre altro. Comunque il Mondiale è ancora lungo, ci sarà bisogno di tutti. Per ora, l’Argentina è convinta di poter essere felice anche senza Joya. Scaloni tira dritto per la sua strada", aggiunge il quotidiano.