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Olivari (GS): “Caressa svela una pratica comune. Meglio i Marchegiani dei Berti, Boban…”

Sabine Bertagna

L'intervento di Fabio Caressa, ripreso in un oncontro alla Bocconi, ha fatto molto discutere

L'intervento di Fabio Caressa, ripreso in un incontro con gli studenti della Bocconi a Milano, ha fatto molto discutere. Il giornalista di Sky ha raccontato come la Juventus avesse chiesto la sua testa dopo una telcronaca del 2004. Ecco il commento di Stefano Olivari, giornalista del Guerin Sportivo, che ha voluto approfondire il tema: "Tutti i grandi club e non soltanto la Juventus di Giraudo e Moggi hanno la pretesa di decidere non soltanto il nome dei telecronisti ma anche quello delle seconde voci, con una netta predilezione per chi evita giudizi netti: meglio gli Ambrosini, i Muraro e i Marchegiani dei Berti (per dire uno incontrollabile) e dei Boban (per dire uno di personalità, che non a caso adesso fa altro), come regola generale. Molti giornalisti televisivi si sono uniformati, nascondendosi dietro il ‘lasciamo parlare le immagini’ (una stupidaggine, visto che la regia della Lega ha come manifesto programmatico proprio quello di nascondere gli episodi più controversi), e così alla fine si possono criticare soltanto gli interventi di Stones e David Luiz. Certo il Chievo non avrebbe mai telefonato a Mockridge per chiedere la testa di Caressa reo di essersi espresso su un rigore su Cipriani (la grande colpa era poi questa), ma in questo aneddoto ci sono sembrate interessanti soprattutto le parole dell’allora amministratore delegato di Sky a Caressa: “Siamo noi a dare soldi alla Juventus, magari un giorno decideremo il loro allenatore ma di sicuro loro non decideranno mai quello che deve fare Sky”. Stiamo parlando del 2004. In effetti il calcio è l’unico ambito dell’economia mondiale in cui chi chiede soldi impone le regole a chi li dà."

(Guerin Sportivo)