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Palmeri: “Cristiano Ronaldo? Ho chiesto ai portoghesi, ecco cosa ha detto a Sarri uscendo”

Daniele Vitiello

Le parole del collega a proposito del gesto che ha fatto parlare durante e dopo Juventus-Milan

Tancredi Palmeri, nel suo editoriale per TMW, è tornato a parlare di Cristiano Ronaldo, del labiale rivolto a Maurizio Sarri e di tutto ciò che è accaduto dopo la sostituzione in Juventus-Milan: "Il gesto di stizza fa parte dell’ordine delle cose, figuriamoci. Anche se è puerile il tentativo di derubricarlo, come l’iniziale cambio di ripresa dall’inquadratura sul suo volto mentre abbandona il campo, o certe fantasiose letture che vorrebbero attribuirgli un innocente disappunto (per intenderci: pochi minuti dopo l’uscita ho sottoposto a un pubblico portoghese le immagini, chiedendo se ne ravvisassero il significato. Le letture delle due frasi sono state le più disparate, ma tutti si sono trovati concordi che almeno una porzione fosse ‘vai pra o caralho se fude’ che altro che insulto generico: quando viene pronunciato così è proprio quel tipo di insulto che immaginate, ed è diretto a una persona specifica…). E appunto ci può stare, la stizza, il disappunto, anche l’essere primadonna, nei limiti di. Cosa dovrebbe mai fare la Juventus o Sarri? Lapidarlo al pubblico ludibrio, intaccare un patrimonio, crearsi un problema ancora più grosso? Ovvio che no, dunque giusto che la società lo tratti nella maniera che reputa più adatta, tendendo a minimizzare (giusto però che a farlo sia la società, non certa critica compiacente…). Ma soprattutto, questo episodio è la certificazione che Cristiano Ronaldo è più grande della Juventus. Non nella storia ovviamente, ma nel presente. Cosa che era già chiara al momento dell’arrivo di CR7, che portava le sue vittorie europee a una gestione che ne è all’avida ricerca, e che accettava lo status e le condizioni del campionissimo per poter crescere ulteriormente - parallelamente anche dal punto di vista del marketing, grazie alla compenetrazione in segmenti di mercato giovanile estero dove la Juventus era ancora considerata in maniera piuttosto indifferente".