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CorSera – Ci pensa Lukaku: l’Inter piega il Porto, ma qualificazione ancora aperta. Sarà…

Gianni Pampinella

Il Corriere della Sera analizza la vittoria dell'Inter nell'andata degli ottavi di Champions League

Una partita complicata contro un avversario difficile da affrontare. L'Inter batte il Porto 1-0 nell'andata degli ottavi di Champions League e ritrova il vero Romelu Lukaku. Il Corriere della Sera analizza così la prestazione della squadra di Inzaghi: "All’ultimo metro, l’Inter esce dal labirinto sulle spalle di Lukaku. Il tostissimo Porto è battuto, i quarti sono lì davanti, ben distinguibili. Ma niente è ancora garantito: servirà uno sforzo non da poco il 14 marzo al Do Dragao. Per una squadra che un anno fa uscì a testa alta vincendo a Anfield e che quest’anno ha fatto tre gol al Camp Nou pareggiando la partita decisiva contro il Barcellona, tornare indenne dal Portogallo non è affatto una missione impossibile".

"Basta sapere però che quella contro il Porto sarà ancora una strana partita a scacchi da giocare con l’elmetto. E che l’equilibrio, rotto dall’ingresso di Lukaku, resta sottile. La complessità del doppio confronto emerge del resto fin da subito. La mossa di Conceiçao che nella ripresa mette un attaccante in più rischia però di destabilizzare l’Inter, che ci prova con Barella (fuori di poco) ma trema due volte in 2’".

"Onana smanaccia sull’iraniano e poi con due respinte nella stessa azione poi fermata per fuorigioco, dà una scarica di adrenalina. Inzaghi risponde subito inserendo Lukaku (e Gosens), anche se Dzeko non è d’accordo e lo fa capire. Ma il belga è davvero la chiave giusta, con la sua capacità di andare in profondità e fare da punto di appoggio. L’ingresso di Brozovic e l’espulsione del nevrotico Otavio tolgono solidità al Porto, che viene schiacciato. Lukaku si libera di Pepe, colpisce di testa su cross di Barella, centra il palo ma non perdona sulla ribattuta. Diogo Costa gli nega poco dopo il bis. E sarebbe stata un’altra storia. Ma anche questa, come punto di partenza fra tre settimane, non è mica male".

(Corriere della Sera)