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Perrone: “Icardi, c’è qualcosa di schizofrenico nella sua gestione. È surreale che Higuain…”

Gianni Pampinella

Il giornalista commenta la situazione dell'attaccante argentino

Dalle colonne de Il Corriere dello Sport, Roberto Perrone analizza la situazione di Mauro Icardi. Questo il commento del giornalista: "C’è qualcosa di immaturo nell’affaire Icardi. Di immaturo in lui, in Maurito, senza dubbio, dall’Aventino di gennaio alla condizione fisica non formidabile con cui si è presentato a Conte. Ma c’è qualcosa di schizofrenico nella sua gestione nel corso degli anni. Da una fascia di leader consegnatagli con troppo anticipo sui tempi, all’esaltazione continua senza distinguo fino alla solitudine attuale, ad Appiano Gentile, preparatore e fisioterapista a parte", scrive il giornalista 

"Vengono in mente altri giocatori, altre società, altre situazioni, ma tutte riconducibili a una mancanza di equilibrio nella gestione italiana dei campioni, dei fuoriclasse che vengono abbandonati a loro stessi: prima viene concesso ogni capriccio, poi vengono deprezzati senza tentare di recuperali. Il loro carattere contribuisce al sorgere dei problemi, ma viene da chiedersi se, oltre le “cassanate”, diverse perché diversi sono i personaggi in questione, dei vari Cassano, Balotelli, Icardi, non si nasconda un’incapacità a mettere i migliori nelle migliori condizioni. Prima si asseconda poi si abbandona, senza una soluzione intermedia. Icardi, tra l’altro, sembra pagare anche un altro tabù del calcio, la presenza della donna. La straripante Wanda Nara, protagonista sempre, dai social alla tv alle moto d’acqua (rovesciate) non viene ritenuta una controparte accettabile da molti dirigenti. Vero è che Juventus e Napoli stanno in attesa, sulla riva del fiume del mercato, che scenda con la corrente anche il prezzo di Maurito, ma è surreale che abbia più mercato e considerazione Higuain, che di anni ne ha cinque di più. Insomma, il calcio italiano sembra ancora navigare a vista, senza un’idea precisa. Siamo nel 2019, ma l’affaire Icardi, per certi versi, ricorda molto quello di Antonio Valentin Angelillo, femme fatale compresa. Quasi sessant’anni e non è cambiato niente. Per la storia, dopo la partenza di Angelillo, “angelo con la faccia sporca”, da Milano, cominciò l’epopea della Grande Inter. Chissà".

(Corriere dello Sport)