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Giacomo Poretti: “InterSpac, ecco il nostro obiettivo. Mercato? Meglio che…”

Gianni Pampinella

Intervistato da Le Fonti Tv, il comico e tifoso nerazzurro ha parlato del progetto di InterSpac

Intervistato da Le Fonti Tv, Giacomo Poretti ha parlato del progetto di InterSpac. Il comico e grande tifosi nerazzurro è uno dei tifosi vip che ha accolto il progetto di Carlo Cottarelli. "L'Inter ha una storia particolare, dopo decenni di presidenza della famiglia Moratti che ci ha regalato tante soddisfazioni, tutti sanno che adesso le vicissitudini della proprietà sono un po' ondivaghe al punto tale da preoccupare i tifosi, noi partiamo da questo punto di vista. I presidenti possono cambiare squadra, gli allenatori possono cambiare squadra, i giocatori possono cambiare squadra, ma i tifosi non possono cambiare squadra. Quindi partendo da questa preoccupazione, si è mosso un po' tutto. Adesso vedremo il percorso di questa iniziativa, però l'intenzione è quella di raggiungere un numero significativo per far sentire all'interno della Società la voce dei tifosi. Il fatto che non ci sia una proprietà certa ci ha messo in allarme".

"È vero che rischiamo di essere i finanziatori di un debito, però proprio perché parte da questa preoccupazione, il nostro è un percorso per cercare di capire. Se il 20% di proprietà dell'Inter dice la sua, credo che si possa instaurare una specie di collaborazione. Siamo preoccupati che la famiglia Zhang, che ci ha regalato una bellissima soddisfazione dopo anni e anni, per le proprie difficoltà economiche, siano costretti a smantellare la squadra. Noi utopisticamente vorremmo cercare di contribuire a raggiungere una solidità ai nostri sogni irrazionali".

"La nostra è un tendere la mano, non vorremmo assolutamente comandare vuoi mettere 50 mila tifosi a mettere il becco sul calciomercato? Sarebbe un delirio. È meglio che se ne occupi Marotta che il lavoro lo sa fare benissimo e l'allenatore Inzaghi a cui vogliamo già bene. Credo che, al di là di Hakimi, pare non ci sia uno smantellamento della società, non siamo messi male, anzi. Andiamo avanti così, fiduciosi. Come andrà a finire? Ce la faremo perché l'Inter è quella squadra che per storia è quella più innovativa. È stata la prima a fare il Triplete e sarà la prima ad avere un azionariato popolare"