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Prisco jr: “Mio padre amava Beccalossi, Recoba e Ronaldo. Avrebbe amato Barella”

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Luigi il figlio dell'avvocato Prisco ha raccontato alcuni aneddoti a tinte nerazzurre dell'ex dirigente dell'Inter

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Luigi il figlio dell'avvocato Prisco ha raccontato alcuni aneddoti a tinte nerazzurre dell'ex dirigente dell'Inter:

La portava a giocare al calcio?

«No perché per quei tempi farsi accompagnare dai genitori al campetto era da sfigati».

In compenso avete vissuto assieme centinaia di match.

«E i relativi dopo partita in studio, tra una causa e l’altra: il lunedì da sconfitti era pessimo».

Primo ricordo interista?

«Lui che torna da Vienna dopo il 3-1 sul Real che ci diede la prima Coppa dei Campioni... Mi raccontò della involontaria gaffe fatta col famoso radiotelecronista Nicolò Carosio. Credendo di fargli un piacere andò nella postazione Rai, a dirgli che Giuliano Sarti, il portiere titolare, si era chiamato fuori causa stress e quindi avrebbe giocato il suo vice, Bugatti. Senonché Sarti ci ripensò e giocò ma papà non riuscì più ad avvertire il giornalista che per l’intero primo tempo battezzò Bugatti tra i pali. Alla fine Carosio si scagliò contro papà credendo a un tiro maligno...».

I suoi giocatori preferiti?

«Meazza numero uno. Dopo di che tutti quelli di classe, ma amava pure i gregari. E quindi anzitutto Antonio Valentin Angelillo. E di quegli anni ecco Corso e Suarez, Mazzola e Milani. Ne abbiamo avuti tanti di fuoriclasse, per fortuna, all’Inter. Ha ammirato Wilkes, impazziva per Beccalossi, Ronaldo e Recoba. Ma pure per Marini e avrebbe un debole per Barella».

Fu decisivo nel passaggio del club da Pellegrini a Moratti

«Sì, sbloccò una fase di incomprensioni che stava portando il club alla cordata Viganò».