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Richarlison: “Spaventato dal Chelsea? Difficile dopo che ti puntano una pistola in faccia”

L'attaccante brasiliano del Watford racconta il suo percorso (difficile) di crescita

Matteo Pifferi

Tre gol, due assist e grandi giocate in nove partite: è questo il bottino parziale di Richarlison in Premier League. L'attaccante brasiliano classe '97 è stato prelevato in estate dal Watford che ha anticipato la concorrenza pagato 11,5 milioni di sterline al Fluminense. Richarlison ha parlato al Daily Telegraph della sua infanzia tutt'altro che tranquilla in terra brasiliana, rispondendo così alla domanda circa l'eventuale timore e paura per la sfida di domani al Chelsea:

"Mi ricordo quando ero in Brasile, un ragazzo mi ha puntato una pistola in faccia perché pensava fossi uno spacciatore che volesse rubargli il suo giro di affari. Questa era la mia vita, sfidare il Chelsea sembra più semplice. Non ero spaventato perché era una cosa naturale nella mia vita, vedevo droga e sentivo spari tutti i giorni. Avevamo una casa piccola ma c'era sempre un cortile dove i ragazzi nascondevano la droga per poi venderla. Erano miei amici, sono stati sempre nel giro ma io non ho mai toccato quella roba. C'era tutto perché diventassi anche io uno spacciatore ma i miei allenatori erano poliziotti. Ho scelto il papà alla mamma - a sette anni i genitori divorziarono - perché con lui ho giocato a calcio e guardato partite. Sapevo che mia mamma non mi avrebbe mai portato. Ero piccolo ma non stupido. Ad un certo punto ho pensato anche di smettere ma le persone intorno a me dicevano che avevo talento".

WATFORD - Richarlison spiega come si è concretizzata la trattativa: "Tutto è stato rapido. Avevo detto all'Ajax che avrei accettato ma Marco Silva mi ha chiamato dicendomi che sapeva le mie potenzialità. La Premier League era il mio sogno, guardavo le partite con mio zio e Cristiano Ronaldo era il mio eroe. Non ci ho pensato due volte".