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Rivista Undici – Tra le sei scommesse estive che stanno sorprendendo ci sono due nerazzurri

Sabine Bertagna

Sei giocatori, che hanno cambiato squadra in estate, stanno facendo molto bene

Sono sei, secondo Rivista Undici, i giocatori che hanno cambiato squadra in estate e che stanno stupendo con grandi prestazioni. Sei scommesse vinte, per adesso. Si tratta di Paulinho (Barca), Richarlison (Watford), Milan Skriniar (Inter), Nemanja Matic (Manchester United), Geoffrey Kondogbia (Valencia), Mariano Díaz (Lione). Di Skriniar, arrivato all'Inter dalla Sampdoria, si stanno esaltando non solo le qualità nel gioco ma anche quelle indispensabili di personalità per fare bene in una squadra come quella nerazzurra. Kondogbia, andato al Valencia con la formula del prestito con diritto di riscatto, si sta ritrovando come giocatore dopo alcuni anni incolori con la maglia dell'Inter (e forse troppe aspettative).

Milan Skriniar

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"L’impatto di Milan Skriniar in maglia Inter è stato incredibilmente efficace: che lo slovacco fosse tra i giovani difensori più interessanti del campionato era noto fin dalla scorsa stagione in maglia Samp, meno scontata era una crescita così convincente che, a 22 anni, l’ha portato a essere una sicurezza – e una delle chiavi del successo – della squadra di Spalletti. Skriniar è un marcatore puro, di quelli deputati a fermare gli avversari: per questo è ancor più sorprendente il fatto che sia tra i difensori meno fallosi del campionato, con appena otto scorrettezze sanzionate. Indice di un giocatore concentrato e bravo nell’intervenire in modo pulito, abilità che ne definisce una maturazione ben più rapida del previsto."

Geoffrey Kondogbia

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"Quando le cose non girano per il verso giusto, la più classica delle leggi in proposito chiama in causa la catastrofe: l’autogol da centrocampo, nel match di precampionato contro il Chelsea, è stata la più tipica delle applicazioni della suddetta legge nel caso di Geoffrey Kondogbia. Dopo due anni con l’Inter deludenti in confronto alle attese, quell’autorete ha sancito nel modo più grottesco la separazione delle strade tra il francese e i nerazzurri. Il prestito al Valencia è stato quasi un atto dovuto per risollevare la carriera dell’ex Siviglia, ma nemmeno al Mestalla si aspettavano un giocatore così dominante a centrocampo: la fisicità di Kondogbia è quanto si sposa meglio al gioco da playmaker di Dani Parejo nel centrocampo di Marcelino. «Riconosco che mi ha sorpreso molto», la confessione di Parejo, «non lo ricordavo a questo livello. Non è solo un giocatore difensivo, è molto di più, con il pallone tra i piedi è molto meglio di quanto si pensi»."

(Rivista Undici)