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Sabatini, mercato limitato da Suning. Emre Mor in estate e Pastore a gennaio i no dalla Cina

Andrea Della Sala

L'ormai ex direttore tecnico di Suning Sport aveva poca autonomia in sede di trattative

A meno di un anno di distanza, si è già chiusa l'avventura di Walter Sabatini con Suning. Stesso destino toccherà a Capello che lascia la panchina dello Jiangsu e a sostituirlo sarà il romeno Cosmin Olaroiu. Si chiude, con la terminazione della collaborazione tra Sabatini e Suning, un equivoco portato avanti per tutti questi mesi. Il dirigente era stato assunto con il ruolo di coordinatore tecnico di Suning Sports, ma il suo ruolo era quello di fare da trait d'union sì tra Inter e Jiangsu, ma nel progetto iniziale dovevano esserci almeno un altro paio di club. Inizialmente erano stati individuati il Gil Vicente e il Mouscron, ma poi la chiusura del Governo Cinese agli investimenti all'estero hanno fatto tramontare queste idee.

Era stato proprio Sabatini a piazzare sulla panchina dello Jiangsu Fabio Capello, mentre all'Inter un ds c'era già, Ausilio, al quale era da poco stato rinnovato il contratto ai tempi dell'assunzion del manager umbro. Tra i due è cominciata una coesistenza obbligata. Peraltro, Sabatini non si è mai occupato direttamente della squadra nerazzurra: limitatissima la sua presenza alla Pinetina come a San Siro. Il suo campo d’azione, infatti, era solo il mercato. Proprio in quell’ambito, però, Sabatini si è sentito limitato dalla stessa Suning: la scorsa estate, ad esempio, aveva lavorato a lungo per portare Emre Mor in nerazzurro, ma i costi complessivi dell’operazione avevano indotto il no della proprietà. E un altro caso simile si era verificato a gennaio con Javier Pastore, che per la verità nemmeno Luciano Spalletti aveva chiesto o voleva.  

(Corriere dello Sport)