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Sabatini: “Milan vinto grazie a Maldini e Massara. Atalanta, non un caso dopo il cambio”

Andrea Della Sala

Il dirigente della Salernitana, intervistato da La Repubblica, ha parlato di come è finito il campionato e dei meriti del Milan

Il dirigente della Salernitana Walter Sabatini, intervistato da La Repubblica, ha parlato di come è finito il campionato e dei meriti del Milan:

Il campionato scarta i giovani giocatori italiani.

«Ci fossero e anche bravi, giocherebbero. Se l’Udinese che è una società saggia mette in campo 8-9 stranieri non è perché trascura i giovani, ma perché gli stranieri hanno più qualità. Smettiamola con questi slogan. L’Italia non vai ai Mondiali, e mi dispiace, non perché non fa esordire i giovani, ma perché ha giocato male, i titolari hanno sbagliato i rigori e perché la condizione atletica era scarsa».

Cosa le ha detto questo campionato?

«Che conoscenza, preparazione e perseveranza contano. Il Milan ha vinto grazie soprattutto al lavoro dei suoi dirigenti, Maldini e Massara, che in un angolo, spesso opponendosi ai proprietari, hanno combattuto. Si sono imposti per avere Leao e Hernandez. Ibrahimovic è stato trascinante per lo spogliatoio, anche se c’è molta, troppa, letteratura, però qualche giocata importante in campo l’ha fatta. Non è un caso che forse l’Atalanta, che con la famiglia Percassi era ancora in gioco, appena passata a un fondo di investimenti sia scivolata fuori. Un conto è vedere padre e figlio ogni giorno in campo, insomma i cambiamenti in alcune dinamiche si fanno sentire, poi magari l’usura nervosa di qualche giocatore ha fatto abbassare il rendimento. Il Napoli ha fatto un ottimo campionato, il terzo posto è un eccellente risultato, onestamente non penso avesse una squadra da scudetto. Inoltre il fantasma di Maradona pesa tantissimo e opprime. Il ricordo di Diego schiaccia questa squadra e quando si tratta di stringere i bulloni ecco che le mani si indeboliscono».