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CorSera – San Siro, si punta al dibattito pubblico. Inter e Milan dovranno…

Gianni Pampinella

Tra oggi e domani, il capogruppo di Europa Verde, Carlo Monguzzi presenterà la delibera per dare il via libera al dibattito pubblico

"La strada che l’aula di Palazzo Marino sembra intenzionata a imboccare sul nuovo stadio di Milan e Inter è quella del dibattito pubblico". A riportarlo è il Corriere della Sera che, in merito alla costruzione del nuovo stadio, sottolinea che tra oggi e domani, il capogruppo di Europa Verde, Carlo Monguzzi presenterà la delibera per dare il via libera al dibattito pubblico.

"La domanda verterà su tutto il comparto. Cosa si andrà a realizzare a San Siro? Non solo il nuovo impianto in alternativa alla riqualificazione del Meazza, ma tutto il contesto che è ancora da definire dopo che le squadre hanno fatto dietrofront sulle volumetrie accettando di rientrare negli indici previsti dal Pgt, ossia lo 0,35, rispetto allo 0,51".

"Significa 46mila metri quadrati di cemento in meno, ma significa anche minori oneri di urbanizzazione rispetto a quelli previsti nel precedente studio di fattibilità economica dei club. Significa anche che il canone che le due squadre devono versare al Comune scenderebbe drasticamente da 2,8 milioni di euro a 2. E il possibile contributo extra per le case popolari rischierebbe di sparire dall’orizzonte".

"Altra incognita. Le squadre, oltre a decidere entro la fine del mese quale sarà il progetto vincitore, dovranno presentare il progetto definitivo di tutto ciò che verrà realizzato intorno al nuovo impianto alla luce dei nuovi indici. Un costo, quello del progetto, che a detta di chi era presente all’incontro, si aggirerebbe intorno agli 80 milioni di euro. Ci vorrà del tempo. Per questo la strada potrebbe essere quella di andare avanti sul solo stadio con la Conferenza dei servizi e di procedere con la gara d’appalto per il solo impianto".

"Il dibattito pubblico. Di norma la durata dell’intero processo non supera i 60 giorni. Al termine dei quali il coordinatore presenta una relazione con la rassegna completa delle diverse posizioni emerse e delle possibili soluzioni prospettate. A quel punto il Comune esprime la propria intenzione di confermare o meno la realizzazione dell’intervento. Indicando le eventuali modifiche apportate e motivando laddove non intendesse accogliere le indicazioni emerse il suo rifiuto".

(Corriere della Sera)