Severgnini: “Incredulo per il derby, sembravano i sosia dell’Inter. Danilo santo subito”

Severgnini: “Incredulo per il derby, sembravano i sosia dell’Inter. Danilo santo subito”

Il giornalista, tifoso dell’Inter, ha parlato della vittoria contro il Milan di domenica sera

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Tra i tifosi che hanno esultato per la vittoria dell’Inter contro il Milan domenica sera c’è anche il giornalista Beppe Severgnini. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha detto la sua su com’è andato il derby coi rossoneri: «La verità? Nessun interista si aspettava un derby così, eravamo increduli. Ho anche pensato di aver sbagliato canale perché sembrava di vedere l’Atalanta, abituata a correre in quel modo. Invece con il gol di Vecino ho capito che era davvero l’Inter… Le cose inattese sono sempre le più belle».

Una vittoria così emozionante nel derby non si dimentica.
«Poteva essere la partita di una squadra in liquefazione come quella vista con l’Eintracht. È stata invece molto divertente: noi amiamo il calcio perché ci divertiamo. C’è sempre un po’ di sofferenza nelle partite – e noi interisti la conosciamo bene – e poi c’è il trionfo. Mi è dispiaciuto perdere con la Juve ma nel primo tempo abbiamo giocato bene; contro la Fiorentina, la partita del Var, il “veramente assurdo rigore”, abbiamo pareggiato ma ci siamo divertiti. Il Milan ci ha trovato in giornata. Poteva perdere 4-1 o pareggiare, ma c’era D’Ambrosio. Danilo “santo subito”: sembrava un incrocio tra Roberto Carlos e Marcelo».

Si aspettava la trasformazione nerazzurra in tre giorni?
«No, sennò non sarei interista. D’altronde quando cantiamo “Pazza Inter” lo facciamo non perché abbiamo scelto un aggettivo tra i 25mila del vocabolario: sappiamo quello che diciamo. Credevo che in campo ci fossero dei sosia, mi auguro che i sosia siano quelli visti con l’Eintracht… Credo che per giocatori di livello come quelli dell’Inter siano più motivanti un grande stadio, un grande pubblico e un grande avversario. San Siro pieno, anche se milanista, poteva aiutare. D’altronde quest’anno le cose più orrende le abbiamo fatte nelle partite minori».

Altri derby così emozionanti?
«Mi ricordo uno straordinario Maicon nel maggio 2012. Vincemmo 4-2, Milito segnò una tripletta, ma il brasiliano fece un gol meraviglioso, con un tiro da destra nell’altro incrocio, da rivedere 40 volte. Ricordo il colpo di tacco decisivo di Palacio nel 2013 o il gol di Icardi all’andata. Alcuni interisti dicono che vorrebbero vincere il derby con un autogol al 90’, giocando male. Ma non è vero: è più bello vedere partite spettacolari».

A proposito di Icardi: lei da che parte sta?
«Magari andrà via, ma questa situazione non va bene per lui e non va bene per l’Inter. Ci sono divorzi e divorzi, io credo che Wanda abbia peccato di ingenuità. Le mogli devono fare le mogli, non i procuratori: se fai la moglie del capitano, poi, non devi far l’opinionista in tv, tantomeno se sei pure la sua agente; e poi non devi twittare. Sono errori clamorosi. Adesso Icardi deve riconquistarsi il posto perché Lautaro non merita di essere messo in panchina: magari si gioca con due punte, vedremo».

I tifosi che faranno con Mauro?
«I tifosi sono l’entità più umorale del mondo, davanti a scuse sincere e a un paio di partite fatte bene, la cosa può rientrare, anche se lascia il segno».

Ha parlato di Lautaro.
«A me è sempre piaciuto: tutti lo paragonano ad Aguero, un tipo di centravanti non tanto alto, che gioca d’anticipo, che scambia. A volte non tutto il male viene per nuocere, senza il caso Icardi c’era il rischio che Lautaro chiedesse di andare via. E magari facevamo un’altra trovata geniale tipo Coutinho-Zaniolo: adesso l’Inter avrà capito».

Un messaggio per i milanisti?
«State tranquilli, i derby li abbiamo persi pure noi. Hanno tutte le caratteristiche per arrivare quarti… per il terzo posto non esageriamo. Vorrei la rivincita per la semifinale Champions del 2003: mi ricordo ancora quell’occasione di Kallon».

Di questo derby cosa resta?
«Dimostra che l’Inter è una squadra: o si sciolgono insieme o giocano bene insieme. Ora penso che il vero rimpianto sia il Psv non l’Eintracht: un’Inter così nei quarti di Champions poteva starci. Dispiace, il derby è finora la partita più bella dell’anno, quella con il Psv la più triste».

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