Signori attacca: “Inter, Icardi in poltrona e Spalletti da mal di testa: stagione ridicola”

Signori attacca: “Inter, Icardi in poltrona e Spalletti da mal di testa: stagione ridicola”

Le parole del collega nel suo editoriale

di Daniele Vitiello, @DanViti

Dalle pagine de ‘Il Giornale’ di questa mattina arriva la stoccata di Riccardo Signori all’Inter, a due giorni dalla gara con l’Empoli, per quanto visto in stagione è in particolare nell’ultimo periodo: “Ci mancava un Icardi che dà i numeri, e una curva tifosa che distribuisce l’ultimatum. Ci fosse anche una società che reagisce e una squadra che sa vincere, forse tutto finirebbe nel comune senso del ridicolo. Invece questo finisce per essere il senso comune di una stagione ridicola. Gli antenati, a cominciare da Angelo Moratti e Peppino Prisco, dell’Inter che si fece grande club e
grande squadra avrebbero raccapriccio nel pensare che tutto si riduce ad una partita contro una squadra in odor di retrocessione per finire quarti (finissero terzi non sarebbe diverso) e per occupare un posto in Champions league, come se avessero vinto davvero una coppa”.

In particolare, nei confronti di Icardi e della Curva: “Ieri Icardi ha regalato la statistica dei suoi numeri nerazzurri per illustrare la bontà calcistica. Forse non ricorda di essersi ammutinato: difficile dire chi abbia combinato più danni fra lui, in poltrona, e i compagni (seppur scarsini) in campo. Poi, certo, mettiamoci un tecnico che parla e ti fa venire mal di testa, giocatori che hanno
mal di testa appena devono giocare
miglior calcio: difficile uscirne con
sogni e segni di gloria. Va detto che i più realisti sono proprio i tifosi: sanno che c’è poco
sotto le maglie. Anzi, sono stati i migliori in campo visti gli incassi della stagione. Poi, certo, gli ultras pretendono di farla da padroni mettendo l’aut aut ai giocatori. Invece ognuno dovrebbe restare alla licenza di critica e di fischio. Però questo finale di stagione ha un pregio: non smentisce la storia dell’Inter,
capace di sorprenderti oltre l’umano pensiero”.

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