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Suarez: “Ronaldo? Vi racconto come ho fatto a portarlo all’Inter. Lui era nervoso ma…”

Matteo Pifferi

Luisito Suarez racconta l'operazione Ronaldo-Inter

Intervistato da La Repubblica, Luisito Suarez ha ricordato l'affare Ronaldo-Inter, proprio in questi giorni che vedono l'altro Ronaldo, Cristiano, vicino alla Juventus:

"Io ho fatto il tramite all’inizio, poi l’affare lo ha fatto Branchini. Ma sono andato io a fargli firmare il contratto. Lui giocava la Coppa America ’97 in Bolivia. Il ritiro del Brasile era blindato, non poteva entrare nessuno, chiunque veniva controllato. Poi mi chiamarono i suoi agenti: mi dissero che aveva un giorno di libertà e allora sono partito con i documenti: da Milano a Rio e da Rio in Bolivia. Avevamo quell’unico giorno, altrimenti rischiavamo di perderlo. Questa rigidità rischiava di farcelo perdere, c’erano altre squadre e temevamo un rientro del Barcellona".

RONALDO - "Era nervoso, era il primo vero contratto da “fenomeno. Ma controllò soprattutto le cifre, quando vide che erano quelle che aveva pensato sorrise. Era contento. Barcellona? Sì, andai prima a parlarci a Barcellona, all’hotel Princesa Sofia. Lui inizialmente voleva restare lì, stava bene, una città fantastica. Ma io avevo un vantaggio: intanto ero un volto che conosceva, di me aveva anche sentito parlare in quella società, si fidava. Ho potuto avvicinarlo, raccontargli di aver fatto il suo stesso percorso, che anche ai miei tempi, quando andai dal Barcellona all’Inter, i nerazzurri non erano così conosciuti a livello internazionale. A lui è piaciuta la prospettiva di una sfida: quando stai bene, vinci tutto, hai voglia di cambiare, indipendentemente della questione economica, diventata centrale in questo periodo".

RONALDO-INTER, TEMUTO DI NON FARCELA? - "No, quando ho capito che lui era entusiasta non ho mai creduto che rinnovasse lì. Ma Nuñes, il presidente del Barça, da quel momento non mi ha parlato più".