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Toni: “A Roma quasi vinto lo scudetto, poi il ko con la Samp. La classifica marcatori…”

Simona Castellano

L'ex attaccante ha parlato a Premium Sport in un'intervista realizzata da David Trezeguet.

Luca Toni è stato intervistato da David Trezeguet durante il suo programma "9 - Storie di bomber", in cui i grandi attaccanti della Serie A si raccontano a Premium Sport.

L'ex giocatore ha affrontato vari temi, ripercorrendo la sua carriera. Sulla fine della sua avventura al Monaco, con un riferimento anche a Lucio, ha detto: "Io sarei rimasto per molto tempo a Monaco ma il problema è che arrivò Van Gaal che è un allenatore con cui o ci vai d’accordo oppure no. Lui odia i latini e i sudamericani. Arrivò il primo giorno e disse subito aLuciodi andare all’Inter e a me disse che dovevo parlare solo tedesco, perché voleva subito litigare. Ho avuto un pessimo rapporto con lui nonostante abbia preso giocatori bravi come Robben. Io non giocavo mai, volevo fare il Mondiale del 2010, mi voleva la Roma che era una piazza che mi piaceva molto e decisi di andare lì. Ho parlato con il Bayern che mi lasciò partire in tutta tranquillità".

Quando ha parlato della sua esperienza alla Roma, l'ex attaccante ha fatto riferimento chiaramente all'Inter: "L’avventura a Roma è il più grande rimpianto di tutta la mia carriera perché ho rischiato di vincere lo Scudetto. Sono arrivato a gennaio che eravamo sesti e abbiamo fatto una cavalcata pazzesca, abbiamo superato l’Inter ma purtroppo abbiamo perso il campionato per la sconfitta con la Samp. Però ho visto l’entusiasmo di una città e ho capito perché si dice che a Roma se vinci poi sei a posto per 10 anni: è una piazza che ti esalta".

Infine, qualche battuta anche sul Verona: "È stata la mia seconda giovinezza. Dovevo smettere, mi avevano dato per finito ma volevo deciderlo io quando farlo. Ho avuto la fortuna di trovare una società che mi voleva tantissimo ed è iniziato questo percorso di tre anni fantastici. Salvarsi e vincere la classifica marcatori a 38 anni è stato incredibile, una delle cose più belle della mia carriera. Vincerla contro attaccanti fortissimi come Higuain e Icardi è stato bello e forse è anche questa cosa che mi ha legato molto alla città, alla società, ai tifosi".

(Fonte: Premium Sport)