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Tournée USA, segnali positivi da Jovetic e D’Ambrosio

Dagli States il tecnico Mancini è tornato con qualche dubbio e due certezze. Il montenegrino e l'ex granata tra i migliori della spedizione

Francesco Parrone

Il bilancio della tournée USA dell'Inter vede quattro amichevoli, una vittoria, un pareggio, due sconfitte, 5 gol all’attivo e 9 subiti. Ma anche 2,5 milioni abbondanti di cachet e migliaia di chilometri in trasferimenti aerei che non aiutano certo la preparazione.

Secondo quanto si legge su La Gazzetta dello Sport, pesa l’assenza dei sei nazionali – di cui almeno 5 potenziali titolari – che sono rimasti a lavorare a Riscone, oltre a Candreva. Tanto che Mancini negli Stati Uniti non ha mai proposto né il 4-2-3-1 né il 4-3-3, i due sistemi di gioco che utilizzerà durante la stagione.

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L’unico reparto al completo era quello dei terzini (e con un Santon in più), quindi il tecnico ha insistito con il 4-4-2, con rare spruzzate di rombo e un finale a 5-3-2 per arginare l’onda Bayern. L’Inter negli Usa ha giocato 4 gare in 12 giorni, di cui le ultime tre compresse in una settimana. Gli acciacchi di Ansaldi, Gnoukouri e Icardi hanno ridotto a 16 i giocatori di movimento, di cui 4 Primavera.

Si torna dunque a casa con alcuni lampi di Jovetic, con la conferma che Palacio anche a 33 anni potrà tornare utilissimo (specie in Europa League, per far riposare i big), che Kondogbia ha dei numeri ma fatica a limitare certi passaggi a vuoto. D’Ambrosio invece convince da centrale mentre Miranda è parso lontano da una forma accettabile e in affanno se al fianco non ha uno rapido nel breve.

 

(Fonte: Luca Taidelli, La Gazzetta dello Sport 02/08/16)

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