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TS – Sanchez come Sneijder 10 anni fa? Potrebbe essere un altro “piano B” di successo

Francesca Ceciarini

Il cileno potrebbe essere un piano B di successo, come l'olandese dieci anni fa

Tuttosport fa un parallelo sulla situazione di Sanchez con quella che portò Sneijder all'Inter dieci anni fa, nell'estate pre-triplete.

Secondo il quotidiano torinese Branca e soci inseguirono a lungo Deco durante quell'estate ( in realtà seguirono per più tempo Rosicky del Barcellona, che rifiutò l'Inter nel famoso scambio Eto'o-Ibra, era Deco che si era proposto a Mourinho ma l'allenatore portoghese lo respinse, ndr) come Marotta e Ausilio hanno inseguito a lungo un quasi omonimo, Dzeko, in questa sessione di mercato senza però riuscire a portarlo a Milano:

"Alexis Sanchez come Sneijder, Dzeko come Deco. A parte l’assonanza tra i cognomi del centravanti bosniaco e del fantasista brasiliano-portoghese, cosa può legare questi quattro giocatori? Il fatto che, a dieci anni di distanza, possono essere uniti da un intreccio di mercato dal copione simile. Il cileno può arrivare all’Inter seguendo una logica molto vicina a quella che ha portato l’olandese in nerazzurro nell’agosto 2009. Anche un decennio fa l’Inter inseguì per tutta l’estate un obiettivo ben preciso, chiesto con forza dall’allenatore. Allora si trattava di Deco, numero 10 dei sogni di Mourinho che voleva l’allora giocatore del Chelsea come rifinitore nel suo 4-3-1-2 poi trasformato in 4-2-3-1. Molti i legami tra giocatore e tecnico: il brasiliano naturalizzato portoghese era stato decisivo nel trionfo del Porto di Mou in Champions League nel 2004. Ma si era trasferito al Chelsea nell’estate 2008 dopo che lo Special One aveva lasciato la panchina dei Blues. Per questo l’allenatore si era battuto lungamente per averlo all’Inter. 

 

All'epoca si "avvicendavano" due calciatori che giocavano nello stesso ruolo, questa volta no perché i ruoli sono differenti; rimane invece costante l'interesse di Conte per Dzeko:

 

"Ma l’inseguimento non andò in porto per le richieste economiche di Abramovic considerate troppo elevate da Moratti e Branca. Così, quando il mercato estivo stava per imboccare il rettilineo finale, l’Inter fu costretta a virare su un altro nome. Un fantasista ormai fuori dai progetti tecnici del Real Madrid e raggiungibile a cifre decisamente inferiori. In questo modo maturò il colpo Sneijder che diventò un elemento chiave nella conquista del Triplete. Esattamente a dieci anni di distanza, proprio nei giorni in cui il genietto di Utrecht ha deciso di lasciare il calcio per diventare dirigente del club della sua città, va in scena una trama con diversi punti di contatto. Per mesi Conte ha chiesto alla sua nuova società Dzeko. Il bomber bosniaco è una vera fissazione dell’allenatore salentino che lo avrebbe voluto già al Chelsea quando era sulla panchina di Stamford Bridge. Sfumato l’affare in Premier League, l’ex Ct ci ha riprovato con decisione a Milano. Sembrava la volta buona. Conte stava già assaporando la sua coppia di sfondatori d’area di rigore: Dzeko a fianco di Lukaku. Ma il giallorosso non ha chiuso il cerchio nemmeno questa volta. La Roma non ha ammorbidito le sue richieste economiche, l’Inter è rimasta sulle posizioni e alla fine Dzeko ha rinnovato il contratto restando a Trigoria. Immediato, come ad agosto 2009, è scattato il “piano B” che ha assunto le sembianze di Alexis Sanchez". 

 

Fra lo Sneijder del 2009 e questo Sanchez ci sono delle differenze sostanziali ma potrebbe essere un "piano B" di successo come dieci anni fa:

"In questo caso, rispetto a dieci anni fa, non c’è perfetta sovrapposizione di caratteristiche tecniche. Allora si trattava di un fantasista al posto di un fantasista. Adesso cambiano gli equilibri tattici: perso un centravanti potente, l’Inter ripiega su una seconda punta molto rapida e guizzante. Anche Sanchez, però, è un pallino di Conte da anni. L’allenatore nerazzurro lo avrebbe voluto prima alla Juventus e poi al Chelsea. Adesso può essere accontentato all’Inter con la necessità di modificare la composizione della sua coppia d’attacco. Non più due bomber potenti, ma un centravanti colosso assistito da una seconda punta scattante. Differenti anche i momenti di carriera dei due “piani B”. Sneijder aveva 25 anni ed era nel pieno della sua ascesa. Sanchez compirà 31 anni a dicembre e quindi ha alle spalle una parte più consistente di carriera. Ma è identica la voglia di rivalsa. L’olandese era finito ai margini del Real. Il cileno non ha mai convinto con la maglia del Manchester United: per l’ex Udinese una stagione mezza senza squilli a parte quelli di un ingaggio monstre da 14 milioni netti. Al netto di questi distinguo, i tifosi interisti sognano un prosieguo simile: Sanchez determinante come Sneijder dieci anni fa. Per un altro “piano B” di successo".

( Tuttosport)