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Zaccardo: “Scudetto? Il Milan può vincere, Pioli ha una dote di Lippi. Il problema dell’Italia…”

Matteo Pifferi

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Cristian Zaccardo ha parlato così di Milan in vista del match col Bologna

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Cristian Zaccardo ha parlato così di Milan in vista del match col Bologna:

"Pioli? Non mi ha mai allenato, ma giocavamo diverse amichevoli contro la sua Under 17. Uno squadrone: Meghni, Della Rocca, Claiton, Terzi. Nel 2001, quando io ero in prestito a La Spezia in Serie C, lui ha vinto il campionato Allievi. Ciò che sta facendo al Milan ormai non fa più notizia".

Il suo segreto qual è?

"Gestire il gruppo. Non vende fumo, è coerente, pragmatico. Un gentleman".

Le ricorda qualche allenatore in particolare?

"Per come sa tenere unita la squadra direi Lippi. Il lavoro svolto al Mondiale resta un esempio. Pioli può vincere lo scudetto".

Lei ha avuto anche Mazzone.

"Un dieci per la simpatia. In allenamento dava… i numeri! Nel senso che amava chiamare i reparti in questo modo: alla difesa dava l’uno, al centrocampo il due e all’attacco il tre, quindi a volte diceva così: ‘Ragazzi, oggi facciamo un 2-3-3’. Parlava di schemi e tattiche. All’inizio non capivamo nulla…".

Quel Bologna era uno squadrone.

"Signori, Pagliuca, Bellucci, Cruz. Mi sono divertito e abbiamo fatto divertire. Tra il 2001 e il 2004 ho giocato sempre: ero in camera con Nakata, un personaggio. Prima delle partite faceva i ‘compiti’. Stava sempre lì con un libro di inglese o di italiano per imparare le lingue".

Oggi chi la intriga più?

"Hickey e Svanberg. Il primo è un 2002 e gioca titolare in Serie A. Non ci sono molti terzini sinistri a tutta fascia come lui".

Nel Milan è l'anno di Leao, invece.

"Devastante. È uno spacca partite di qualità assoluta, sta trovando anche la continuità. Gli manca l'ultimo step".

Quale?

"L’essere continuo nella stessa partita. A volte fa giocate da top player nei primi dieci minuti, poi si assenta. Sono dettagli, ma ha tutto per diventare un top".

Theo e Leao sulla stessa fascia, un fattore in più.

"Una catena di assoluta qualità, nel mondo ce ne sono poche. Da ex terzino destro, forse non avrei passato dei grandi pomeriggi…".

Rinnoverebbe il contratto a Ibra?

"Il Milan ha dirigenti top, sanno cosa fare. È chiaro che a 41 anni devi gestirti. Anche io tornerei a giocare domani, ma il mio fisico non è d'accordo. Zlatan deve anteporre la qualità alla quantità. Non può più giocare 40 partite a stagione, ma 15 fatte bene sì. In questo caso lo terrei, ovvio".

Calabria è da Nazionale?

"Certo. Non sono il c.t., ma Davide ha tutto per stare lì".

Il Milan può vincere lo scudetto?

"Dico di sì. Il calendario è favorevole".

Capitolo Italia: niente Mondiale. Di nuovo.

"Uno schiaffo forte a tutto il sistema. Con il Portogallo una sconfitta ci può stare, con la Macedonia no. Il calcio è questo: sei mesi fa hai vinto l’Europeo, ora sei fuori dal Qatar. Mio figlio ha 14 anni, è nato nel 2007 e non ha mai visto gli azzurri in un ottavo di un Mondiale, per dire".

Quale potrebbe essere il problema?

"La mentalità. Non si può campare di rendita. Nel calcio dovresti accorgerti dei problemi anche quando vinci, non solo nelle sconfitte. Il mondo va a duemila e nessuno ti aspetta. Devi essere competitivo: settori giovanili, strutture, formazione, talenti. Bisogna guardare sempre oltre".

Insomma, nessun pronostico su Milan-Bologna?

"Sulla carta i rossoneri sono favoriti, ma non mi voglio sbilanciare. Tengo a entrambe. Non tifo. Spero giochino un bel calcio".