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Zazzaroni: “Inzaghi ha qualcosa di Sacchi. Intollerabile la scelta di Riyadh”

Fabio Alampi

Il direttore del Corriere dello Sport ha analizzato il trionfo dell'Inter sul Milan nel match di Supercoppa Italiana

Ivan Zazzaroni, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, ha analizzato il successo dell'Inter sul Milan che ha consegnato ai nerazzurri la Supercoppa Italiana: "Il re di coppe è arrivato a 6, due normali e quattro super (su altrettanti tentativi). Ha qualcosa di Sacchi, Simone Inzaghi, anche se fa il possibile per essere normale (è così equilibrato, educato, apparentemente sereno): più che da campionato, da lunghe distanze, è infatti da finali secche. Sei successi, tra Lazio e Inter, non possono essere frutto del caso: sono l'effetto di un metodo di preparazione, di un modo di allenare e essere. Lo stesso metodo che il 4 gennaio gli ha consentito di superare il Napoli fino a quel momento imbattuto: non si trattava di una finale, ma ugualmente di un dentro o fuori.

Anche Pioli possiede e esprime un'apprezzabile "normalità" che solo al Milan è diventata eccezionalità. In questa fase della stagione però è meno "on fire": tra assenze e cali di rendimento (Hernandez, Diaz, Tomori, Kalulu), cerca di sopravvivere allo stordimento della squadra - di buono ieri, solo il secondo tempo, frazione nella quale l'Inter, forte del doppio vantaggio, ha potuto fare la gara che voleva e le riesce meglio.

Sarà perché veniamo da un Mondiale in Qatar, ma ho rimpianto per un'ora e mezza San Siro trovando oltremodo intollerabile la scelta di Riyad e i suoi vuoti, la passione indotta. Spettatori italiani, 400. Forse 450. Avanti così: continuiamo a svendere l'anima, quel poco che è rimasta. Il prezzo? Modico: 7 milioni e mezzo. Non riusciamo nemmeno a monetizzare al meglio certe occasioni: per partecipare - sempre a Riyad - al quadrangolare di Supercoppa di Spagna, il solo Real Madrid di milioni ne ha incassati 10. Ma non è questo il punto.

Per la dodicesima volta la finale del supertrofeo nazionale si è disputata all'estero: Stati Uniti, Libia, Cina, Qatar e Arabia le sedi (in passato i francesi si sono presentati persino in Gabon). E ogni volta abbiamo protestato inutilmente dopo aver osservato all'interno dello stadio tifosi, che tifosi non sono, interessati alla partita come potremmo esserlo noi assistendo a un film uzbeko in lingua originale e, per dovere, fingendo entusiasmo".