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CorSera – L’Inter fa paura, può spingersi oltre i limiti. Icardi in viaggio verso…Higuain

La trappola di Gasperini non scatta, decide il centravanti con una doppietta nella ripresa

Francesco Parrone

Volendo si possono anche sottovalutare, i segnali però sono inequivocabili. Trascinata da uno strepitoso Mauro Icardi, l’Inter è decisa a lottare per lo scudetto. La vittoria contro l’Atalanta riconsegna il secondo posto ai nerazzurri che sorpassano la Juventus, restano in scia al Napoli e, insieme ai partenopei, rimangono l’unica formazione imbattuta. La grande occasione è così afferrata. Con un terzo di campionato già alle spalle, il bilancio parla di una squadra in costante ascesa: in classifica, nel saper gestire le partite, nella mentalità. Giusto mettere da parte le diffidenze su organico e panchina corta, dove non arriva la rosa ci pensa l’allenatore ad aggiungere qualità. Ci pensa Spalletti, con Icardi. Fuoriclasse letale e totale, in viaggio verso il record di 36 gol di Higuain. L’Inter più di tutto oggi capisce le partite, ha la forza di attenderle e di farle sue senza frenesia ma con la pazienza dei forti.

Secondo il Corriere della Sera, così si può andare lontanissimo, forse oltre confini dove non si era mai pensato di spingersi. Spalletti dopo cinque turni cambia formazione e ripesca Santon al posto di Nagatomo. L’Atalanta è una trappola pronta a scattare e a ingabbiare subito l’Inter. Gasperini rinuncia al centravanti puro, lascia Petagna e Cornelius a scaldare la panchina e lancia Gomez in avanti nel ruolo di falso nove. Il tecnico bergamasco mette la partita sulla fisicità e non a torto: fatta eccezione per il Papunon ha un giocatore in campo sotto il metro e 85 di statura. Così i duelli diventano difficili per l’Inter, costretta a giocare sempre sotto pressione e in vie centrali intasate. Kurtic e Ilicic addosso a Vecino e Gagliardini sono una limitazione lampante per la manovra degli uomini di Spalletti, ridotta a un palleggio orizzontale che taglia fuori Borja Valero e, per tutto il primo tempo, non trova mai sbocchi sulle corsie esterne, dove Candreva e Perisic riescono di rado a scendere.

L’Atalanta, forse memore del 7-1 dello scorso anno, si limita a silenziare il match e ad asfissiare ogni velleità in impostazione dell’Inter. Ne esce una partita con appena due combinazioni di rilievo. La prima mette in crisi Santon, titolare per la prima volta in campionato, e porta Hateboer a schiantare su Handanovic un bel diagonale. L’altra è l’unica verticalizzazione riuscita all’Inter: un’invenzione di tacco di Borja Valero per Icardi, con l’argentino sciupone e murato da Berisha. Spalletti capisce e corregge, subito in avvio di ripresa. Sposta Gagliardini nel ruolo di mediano puro davanti alla difesa e abbassa Borja Valero sulla linea di Vecino, in un classico centrocampo a tre. La mossa regala respiro e geometria all’Inter che nei primi cinque minuti della ripresa crea quanto non aveva fatto in un tempo e chiude la partita in un amen, al solito con Icardi. Il capitano prima prende la mira di testa, poi schioda la partita sfruttando la punizione di Candreva e bruciando tutti sullo stacco.

Se la prima rete in mischia è da gustare, il raddoppio è un capolavoro per tempismo, movimento e esecuzione: taglio in area e torsione ancora di testa. I numeri sono macigni: 13 centri, con 4 doppiette e una tripletta, e la media spaventosa di una rete a partita. Una sentenza, per il match, ma soprattutto per il campionato: l’Inter fa paura.

(Fonte: Guido De Carolis, Corriere della Sera 20/11/17)

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