a tutto mourinho

SCUDETTO A TAVOLINO?

Come previsto, il Milan si è portato a un punto di distanza dalla capolista nerazzurra. Questo è quanto dice la classifica. Ma se la matematica non è un opinione, la classifica è una somma di partite vinte e pareggiate. E ogni partita...

Sabine Bertagna

Come previsto, il Milan si è portato a un punto di distanza dalla capolista nerazzurra. Questo è quanto dice la classifica. Ma se la matematica non è un opinione, la classifica è una somma di partite vinte e pareggiate. E ogni partita rappresenta la somma di una striscia di episodi, da quelli più insignificanti a quelli più determinanti. Partiamo dal posticipo Milan-Chievo, partita assai ricca di episodi. Per nulla insignificanti. I rossoneri faticano, ma agguantano la vittoria nei minuti finali del recupero. Ma il Chievo può recriminare diverse cose. La più clamorosa è il gol annullato a Yepes, per un fuorigioco inesistente. La stessa tipologia di fuorigioco che in Juve-Fiorentina aveva fatto decretare a tutti gli espertoni di moviole che era giusto convalidare la rete. Al Chievo invece no. Pellissier viene fermato dall’arbitro quando si trova pericolosamente davanti alla porta rossonera, ma è in posizione regolare. Capitolo ammonizioni. Graziati Ronaldinho (brutto fallo), Ambrosini (fallo gratuito) e Pippo Inzaghi, che si tuffa e poi si appresta a dire che no, non è calcio di rigore (evitando l'ammonizione per simulazione). Nell’economia di una partita vinta nel recupero questi elementi non possono non pesare. E sinceramente una domandina a Leo sulla rete annullata ai veronesi l’avremmo posta.Nelle recenti partite i rossoneri brillano non per il famoso 4-2-fantasia, ma per episodi arbitrali in loro favore. Pensiamo alla partita contro la Fiorentina e lo scandalo di quel rigore non dato, talmente evidente, che la Fiorentina si chiude in un silenzio stampa e viene successivamente deferita per aver anche solo messo in dubbio la regolarità del campionato. Ricordiamo che solo una settimana prima l’Italia intera si era schierata con i viola e contro l’arbitraggio in Champions di Ovrebo. Solidarietà venuta meno non appena si è rientrati in territorio nazionale. Pensiamo alla partita con il Bari e a quel rigore non dato su Barreto e ad un paio di ammonizioni che Gattuso e Abate avrebbero più che meritato. Pensiamo al derby e a quella strana sensazione che il regolamento valga sempre e solo per alcuni, non per altri. Che Ronaldihno si veda mostrare pochi cartellini gialli e che i rigori in favore dei rossoneri fiocchino che è un piacere. Lo stesso Mou dopo quella vittoria straordinaria contro il Milan non riusciva a nascondere il rammarico per quanto visto in campo. “Adesso abbiamo capito tutto, non vogliono farci chiudere il campionato, ma noi siamo forti e lo vinceremo ugualmente" Chissà che cosa succederà da qui alla fine del campionato, aggiungeva il portoghese. “Mancano ancora diverse partite e io sono preoccupato”. (Anche noi, Mou, anche noi…)Leo dal suo cantuccio rossonero si distingue per un’irritante vena di buonismo. Glissa le polemiche e gode di un’ammirazione totale da parte di tutti i giornalisti, che evitano di coinvolgerlo in questioni spinose o indelicate, come per esempio commentare gli episodi dubbi in favore della sua squadra, un pò come si usa fare con tutti gli allenatori della serie A. Non ci crede Leo alle teorie del complotto. "Il campionato lo vincerà chi dimostrerà di essere stato più costante, non sarà deciso da un errore arbitrale..." Hai ragione, Leo. Non da un errore arbitrale. Da una somma di errori arbitrali…