Inzaghi, vendetta e futuro: scudetto nel derby, poi rinnovo per inseguire Herrera. I dettagli
Prima la vendetta, poi la firma. Simone Inzaghi vivrà un finale di stagione decisamente intenso alla guida del mondo Inter. Perché, dopo aver sigillato il discorso scudetto, l'allenatore nerazzurro è pronto a mettere la firma sul rinnovo che lo legherà potenzialmente al club fino al 2027. Il che, come riferisce la Gazzetta dello Sport, vorrebbe dire raggiungere 6 anni sulla panchina interista. Meglio di mostri sacri come Bersellini e Trapattoni, dietro solo a Herrera.
"Mentre progetta in una notte sola la vendetta inseguita da anni, Inzaghi pensa pure al futuro. Ormai è un manager “stanziale”, ha voglia di continuare a Milano nonostante qualche sirena canti dall’Inghilterra. Da tempo i dirigenti si sono convinti di proseguire con lui a lungo: non è solo il metodo democratico di gestione dello spogliatoio o la capacità di unire bello e vittoria, ai piani alti interisti è stata apprezzata (e verrà ricompensata) la crescita nella gestione della difficoltà".
Inzaghi
"Dopo il famoso scudetto scivolato due anni fa e da esorcizzare adesso, erano arrivati pure i tormenti del 2023, ma Simone ha dimostrato di essere saldo nei nervi. A stella raggiunta firmerà il rinnovo biennale con opzione per un altro anno. Tradotto, potrebbe restare in sella fino al 2027 e in quel caso sarebbero sei stagioni consecutive sulla panchina dell’Inter, storicamente usurante per tutti. Più delle cinque stagioni di Bersellini e Trapattoni, da quando esiste la A a girone unico ha fatto meglio solo il Mago Herrera che arrivò a otto. Nessuno di questi giganti, però, nella vittoria di uno scudetto è stato tanto diabolico come potrebbe essere Simone".
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