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Dalla Juve all’Inter, sgarbi di mercato e ora Scamacca: Marotta ago della bilancia

Alessandro Cosattini

La Gazzetta dello Sport oggi fa un ritratto del dirigente dell'Inter Beppe Marotta e in particolare del suo lavoro negli anni

L’ago della bilancia. Così La Gazzetta dello Sport oggi definisce Beppe Marotta, dirigente dell’Inter che ha avuto un ruolo chiave nella conquista dello scorso scudetto e non solo. Dopo aver lasciato la Juve in pieno dominio in Italia, in tre anni ha portato i nerazzurri al comando con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo. Ha letteralmente spostato gli equilibri sull’asse Torino-Milano, come evidenziato dal quotidiano.

Derby d'Italia per Scamacca

Ecco quanto sottolineato dalla rosea tra passato, presente e futuro in chiave mercato: “Il mercato è uno dei suoi campi d’azione, non certo l’unico, un terreno in cui lavora spesso con successo per rinforzare il suo club occupandosi di pari passi di inserire qualche ostacolo sulla strada dei rivali più pericolosi. [...] All'Inter ha costruito parte del primato nerazzurro grazie alla battaglia vinta su Lukaku e dove ora vuole difenderlo, magari impedendo ai bianconeri di riempire il vuoto nella categoria “centravanti” con Scamacca.

I duelli di mercato fra Inter e Juventus non sono nati con lui, ma Marotta ormai ne è al centro da oltre un decennio. Una della prima mosse che il direttore generale arrivato dalla Sampdoria fa a Torino è assicurarsi un prodotto del vivaio interista, proprio Bonucci dal Bari. A dir la verità Leo era fuori dai mirini nerazzurri, ma lo stesso non può dirsi di Paulo Dybala, su cui anche Piero Ausilio ha messo gli occhi nel 2015 dopo l’esplosione al Palermo: Marotta lo brucia, garantendo a Zamparini 32 milioni più 8 di bonus, non pochi per un ventunenne con soli 16 gol in A. I rapporti con i nerazzurri si erano guastati l’anno prima, quando Thohir prima dice sì allo scambio Guarin-Vucinic, poi torna indietro su forti pressioni “popolari”. Marotta non la prende bene, ma quando qualche anno dopo arriverà la chiamata nerazzurra la proprietà è già cambiata.

I duelli del passato

A ottobre 2018, arriva l'addio di Marotta alla Juventus e meno di due mesi dopo è già alla guida dell'Inter, accanto a Piero Ausilio. Le mosse decisive arrivano nell'estate successiva, nella prima vera finestra di mercato guidata dall'ex dirigente bianconero: "Marotta e Zhang portano ad Appiano Antonio Conte, “apertore” del ciclo bianconero, e lo accontentano con l’acquisto di Lukaku. Sono i giorni in cui la sfida alla Juve e al successore Paratici è più diretta: lo juventino sembra spuntarla con uno scambio che doveva portare allo United Dybala, il no di Paulo stoppa tutto. Marotta non spreca l’assist e non lascia tempo di riformulare: Big Rom è a Milano. La ciliegina è piazzare Icardi a Parigi, evitando che finisse in orbita torinese, con tanto di penale nel contratto col Psg.

Quella tripletta cambia il “vento”: col gran lavoro di Conte e i passaggi a vuoto dei bianconeri gli equilibri si spostano. Marotta intanto continua in rotta di collisione sul mercato, prima su Kulusevski, poi su Chiesa: in entrambe le occasioni la spunta Paratici, che poi fa spazio a Cherubini, un altro con cui l’a.d. nerazzurro ha lavorato. Come Allegri, del resto, a cui Marotta pensa per il dopo-Conte”, si legge. Il prossimo duello di mercato sull'asse Milano-Torino sarà per Scamacca.

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)