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ESCLUSIVA Pistocchi: “Marotta? Come Berlusconi nel 1987. Vice Lukaku, prenderei subito…”

Marco Macca

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il noto giornalista per analizzare il momento nerazzurro all'indomani della brutta sconfitta contro il Bologna

A distanza di quasi 24 ore, le domande e i perché sostano ancora come nubi dense di pioggia sul cielo dell'Inter. Per molti versi, resta ancora inspiegabile la clamorosa sconfitta patita dai nerazzurri ieri a San Siro contro il Bologna, capace di ribaltare l'iniziale 1-0 firmato Lukaku addirittura in inferiorità numerica. Ovvio che, dopo un tonfo tanto fragoroso, gli interrogativi si siano moltiplicati, travolgendo tutto e tutti. Nessuno escluso. E, guardando al futuro, ovvero al mercato, c'è un compito tutt'altro che agevole che attende Marotta e Ausilio: calmare i bollenti spiriti di un Antonio Conte imbufalito (lo dimostra il lungo confronto dopo il fischio finale con squadra e società) e regalargli i giocatori pronti e vincenti che l'ex ct chiede per tornare a vincere. FCInter1908.it ha voluto analizzare il complicato momento nerazzurro con il noto giornalista Mediaset, Maurizio Pistocchi.

Buonasera Maurizio. Allora, che succede all'Inter?

I numeri dicono che la differenza la sta facendo la fase difensiva e l'equilibrio tra le due fasi. Juventus e Atalanta hanno ottimi numeri, mentre l'Inter ha le sue dolenti note nelle reti incassate da Sassuolo, Parma e Bologna. I nerazzurri hanno perso punti preziosi e l'opportunità di agganciare la Juventus, ormai tramontata. Ci sono due cose di cui bisogna parlare: la prima, questa squadra è molto migliorata nella gestione della palla e nella creazione di occasioni da gol. Anche a Parma l'Inter ha creato molto, non finalizzate per la poca qualità degli interpreti. E questo fa emergere il primo punto: bisogna migliorare in qualità. Soprattutto sugli esterni, tanto è vero che la società è andata a prendere un giocatore molto forte come Hakimi. Young, invece, ha già dimostrato di essere da Inter, dato che abbina quantità e qualità. La seconda, la disposizione in campo. Siamo sicuri che con la difesa a tre si abbia una fase difensiva migliore? Personalmente, non ho questa sensazione. Guardando giocare il City, che contro il Liverpool ha giocato con un 4-4-2 con de Bruyne alle spalle della prima punta, mi sono convinto che questa potrebbe essere una buona soluzione per l'Inter, con Eriksen alle spalle dell'attaccante. Dopo il lockdwon, l'Inter ha perso 5 punti da Juventus e Atalanta, ma anche 3 punti dal Milan. Il tutto con un calendario favorevole. Non c'è da essere soddisfatti per niente, se non per il fatto che il gioco è sicuramente migliorato.

Dopo praticamente un anno di gestione Conte, la squadra sembra avere ancora i difetti che l'hanno caratterizzata in questi ultimi anni. Colpa di un livello della rosa ancora non all'altezza oppure l'allenatore ha delle responsabilità?

Conte ieri ha parlato di pacchetto preconfezionato. Fra le righe, ha voluto far capire che, a suo modo di vedere, ci sono giocatori non idonei a una grande squadra, o perlomeno all'idea che ha lui di una grande squadra. Il discorso che ha fatto è pericoloso: se viene visto dai giocatori come uno scarico di responsabilità, il rischio è che in queste ultime 8 partite vada a finire male. Viceversa, può essere che sia un discorso che stimoli i giocatori, visto che Conte ha un contratto triennale, a dimostrargli che non ha ragione. Berlusconi, nel 1987, dopo una sconfitta del Milan contro l'Espanyol, disse: 'Sacchi sarà l'allenatore anche per l'anno prossimo, di voi resterà solo chi merita'. Mi auguro che Marotta ieri negli spogliatoi abbia detto queste stesse parole. Significherebbe aver messo i giocatori davanti alle loro responsabilità.

Fra le questioni imputate a Conte, soprattutto il modulo e i cambi tardivi. E' d'accordo?

Nella partita contro il Bologna Conte ci ha messo del suo, nel senso che i cambi sono arrivati troppo tardi. Soprattutto, Conte non ha approfittato della possibilità dei cinque cambi, ottima se si considerano le temperature, le partite ravvicinate. Ieri alle 17 c'erano 34° e la fatica si sente. Conte secondo me sconta un suo peccato originale: quello di non avere tanta fiducia nei cambi. Mihajlovic, per esempio, la partita l'ha vinta proprio con i cambi, mettendo dentro gente fresca. Aggiungerei anche il mediocre arbitraggio di Pairetto, che ha influito ai danni di entrambe le squadre. Molto severa l'espulsione di Soriano. Se gli arbitri dovessero espellere tutti i giocatori che li definiscono scarsi, le partite finirebbero 2 contro 2. Non c'è nemmeno l'espulsione di Bastoni: il contatto è inesistente, non capisco come si possa ammonire per la seconda volta un giocatore per un presunto fallo di quel tipo. In mezzo a tutto questo ci metto anche qualche mancanza gestionale: il rigore lasciato da Lukaku a Lautaro può essere apprezzabile, ma non sull'1-0. Lo fai sul 2-0, sul 3-0, quando il risultato è acquisito. Poi, c'è da parlare dei cambi: non puoi farli all'80° quando ci sono 34 gradi e quando hai giocato tre giorni prima. A costo di mettere dei ragazzi, metto gente che ha della gamba. Si tratta di correre fino al 90°, è così che ha vinto Mihajlovic. La freschezza diventa fondamentale. L'Inter ha un gioco dispendioso.

Anche ieri secondo me non ha fatto affatto male. Ha cercato di stare dentro la partita. Ma l'Inter gioca un calcio più fisico che tecnico, più di palle lunghe che di abilità individuali. Guardando giocare la Juventus, molto migliorata nella gestione veloce della palla, mi chiedo se non sia più quella l'idea di calcio che una squadra ambiziosa deve perseguire, anche a livello europeo. I dirigenti bravi devono individuare l'idea di calcio vincente: negli ultimi anni, in Europa hanno vinto le spagnole, che si basano molto sulla tecnica individuale. L'Inter secondo me ha 4 difensori centrali molto forti: Skriniar, Godin, de Vrij e Bastoni. Ma, nella linea a tre, spesso hanno delle difficoltà. Penso che la fase difensiva non sia stata assimilata fino in fondo. Per esempio, nel gol di Barrow che ha deciso la partita di ieri, a un certo punto D'Ambrosio ha stretto il campo convinto che ci fosse il quinto, in quel caso Candreva, ma non c'era. C'è da considerare che siamo alla 30a giornata.

Molti hanno evidenziato la differenza di qualità tra 'titolari' e 'riserve' come uno dei punti deboli di questa squadra.

Credo che potenzialmente l'Inter abbia un centrocampo fortissimo. Forse manca un esterno destro offensivo, ma se hai gente come Barella (e si è vista ieri la mancanza), Brozovic, Eriksen, significa che hai giocatori forti. C'è da dire che nella tifoseria interista ci sono persone che si concentrano solo ed esclusivamente su Gagliardini. Non può essere crocifisso perché ha sbagliato un gol facile. Li ho visti sbagliare a Vieri, a Eto'o, a Prati. Sono altre le cose di cui bisogna discutere. Probabilmente Gagliardini non ha una tecnica che gli permette di poter giocare titolare nell'Inter, ma ha altre qualità. Per esempio, nell'Atalanta era il primo giocatore a portare pressing ultraoffensivo. Potrebbe giocare anche dietro le punte: si butta dentro, può segnare di testa, ha un'ottima fisicità e può creare difficoltà agli avversari pressando il centrocampista basso. Non è l'ultimo dei giocatori, in una rosa da 25-26 giocatori ci sta benissimo. Ieri a San Siro il Bologna ha vinto con dei bambini. Quello di ieri è un errore fino a un certo punto, si tratta di una palla sporca deviata all'ultimo. Penso che il ruolo di allenatore sia quello di migliorare i giocatori a disposizione. Conte ha una sua idea di calcio e fa fatica a cambiare. Se lui e la società sono convinti che questa sia la strada giusta, guai a discuterlo. Altrimenti si corre il rischio di fare l'errore che all'Inter si commette da tanti anni, ovvero di sfasciare tutto. I dirigenti bravi prendono le decisioni dopo averle ponderate e le difendono. I tifosi bravi, invece, accettano anche un primo anno non troppo positivo e aspettano con pazienza, se hanno fiducia nell'allenatore. Conte è un bravissimo tecnico, con un'idea di calcio che finora in Europa non ha dimostrato di essere vincente, ma che potrebbe diventarlo. Lui vuole attaccare con tanti uomini, è apprezzabile. Ma è importante avere equilibrio, che ancora manca.

Ha parlato di un pacchetto preconfezionato, ma questo è vero fino a un certo punto. Sono arrivati Barella, Eriksen, Moses, Young, Lukaku, Sanchez. Tutti giocatori importanti e costati molto. Nella partita contro il Bologna Conte ci ha messo del suo, nel senso che i cambi sono arrivati troppo tardi. Inoltre, ieri dopo l'espulsione di Bastoni, a mio modo di vedere la squadra sarebbe subito dovuta passare alla difesa a quattro, e invece non l'ha fatto. Secondo me è stato un errore. Capisco che l'allenatore ora voglia tirare fuori il meglio dai suoi, anche per capire chi è adatto al suo calcio. Ma il dirigente deve domandarsi: questa idea di calcio è vincente? Se sì, a che livello? E' adatta per tornare protagonisti in Europa? E' un bell'interrogativo. Certo è che il comportamento della stampa italiana, che tre giorni fa esalta Conte e oggi lo distrugge, non fa bene all'ambiente. Questo è uno dei limiti del nostro modo di intendere il calcio. L'Inter non faceva questi punti da tanti anni. Dunque, dal punto di vista numerico, sono sicuramente risultati importanti. Ma, a -8 dalla fine, sono a -11 dalla Juventus. Ed è inaccettabile.

Quanto manca all'Inter per tornare a vincere?

L'Inter ha iniziato un percorso, fatto di investimenti importanti. Per vincere servono tempo e denaro. Lo dimostrano anche Barcellona, Real Madrid e Manchester City, che ha speso molto, ma che non è riuscito anche a vincere la Champions, che poi è il trofeo che fa la differenza. I nerazzurri hanno fatto delle operazioni interessanti: la cessione di Icardi al PSG è un piccolo capolavoro di Marotta, perché non credo che sarà per tanti prendere quei soldi di questi tempi. Mi sembra che l'Inter stia lavorando bene, è in grande cresciuta dal punto di vista dei ricavi e dell'organizzazione societaria. Bisogna solo chiedersi se l'idea di calcio di Conte sia adatta alla storia nerazzurra, recente e passata. Con questo progetto si gioca molto della sua credibilità anche Beppe Marotta. Ha preso un allenatore strapagato, con uno staff molto importante.

E' d'accordo con chi sostiene che l'Inter non sia poi così migliorata rispetto alla gestione Spalletti?

Innanzitutto, Conte e Spalletti hanno due idee di calcio completamente diverse. Dal punto di vista dei risultati, l'Inter ha fatto più punti ed è migliorata. L'interrogativo che bisognerebbe farsi è questo: con Spalletti in panchina, Brozovic e Barella davanti alla difesa, con Eriksen alle spalle di Lautaro e Perisic a sinistra, avrebbe fatto meglio o peggio? L'Inter ha speso 200 milioni e l'ha fatto per aderire all'idea di calcio di Antonio, perché evidentemente i dirigenti ci credono molto. Fra un paragone è complicato: ero a San Siro per Inter-Empoli e posso dire che non ho mai visto una grande squadra soffrire così in casa sua contro una squadra poi destinata a retrocedere. Ero seduto sopra a Tronchetti Provera e Milly Moratti, e ho visto scene di disperazione che quest'anno non ho visto. Spalletti aveva una bella idea di calcio, propositiva, ma in fase difensiva... mancavano completamente le marcature preventive. Nel complesso, quest'anno l'Inter ha fatto meglio, ma non si deve accontentare, altrimenti non ci siamo per niente.

I progetti a lunga durata si costruiscono sui giovani e non sugli anziani. Acquistare giocatori più esperti per vincere subito è molto pericoloso. La Juventus ha investito 400 milioni su Cristiano Ronaldo, non ha vinto la Champions e si è indebitata. Le risorse devono essere i giovani in piena forma agonistica, ovvero dai 23 ai 27-28. Lo dicono anche le medie età delle squadre che hanno vinto la Champions. Dunque, in linea di principio sono contrario. Vidal e Dzeko sono ottimi giocatori, ma potresti fare anche delle scelte diverse. Ho visto ottimi giocatori quest'anno in Serie A. Per esempio, nel Parma c'è Cornelius, una prima punta che ti fa giocar bene e non è così costoso. Vlahovic, poi, lo prenderei subito come vice Lukaku. Potente, giovane, mancino, veloce. I progetti vanno fatti investendo sui giovani che, nel giro di qualche anno, possano diventare determinanti. Dico che per esempio Esposito poteva giocare un po' di più, specialmente in queste ultime uscite. Bastoni, poi, è un giocatore che l'Inter ha fatto bene a prendere. Farà qualche errore, ma in prospettiva è un ottimo difensore.

Quando si prende un allenatore, si fa un progetto. Se il contratto è triennale, il progetto si conclude tra tre anni. Non è accettabile pensare che un progetto iniziato da così poco tempo finisca a giugno. Chiaro che sono importanti i rapporti tra l'allenatore e i dirigenti e i proprietari. Il progetto deve essere condiviso da tutti. Non esiste che un allenatore che un allenatore dica 'voglio questo, pretendo questo'. Il tecnico fa le sue scelte, la società deve cercare di accontentarlo, seguendo però i parametri gestionali. Il Napoli è la squadra, Juventus a parte, che ha fatto meglio di tutti: De Laurentiis ha saputo scegliere gli uomini, vincendo e mantenendo i conti a posto. Conte, se ha un difetto, è quello di essere un ideologo: ha un'idea e va avanti solo con quella. Ho visto Guardiola cambiare tanti moduli in base ai giocatori a disposizione. Gli interpreti fanno sempre la differenza, ma è importante anche lo spartito. Ed è quello che deve dare Conte. Il suo possono suonarlo tutti? Bella domanda.