FC Inter 1908 Editoriale Assuefatti alle sconfitte. Così altro che Champions...Fair play finanziario inutile

Assuefatti alle sconfitte. Così altro che Champions...Fair play finanziario inutile

Alessandro De Felice


Avere solo quattro punti in classifica dopo sei giornate è qualcosa di surreale in casa Inter. Il 'Massimino' di Catania è da sempre campo ostico per tutte, ma in determinate situazioni bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo e portare a casa i tre punti, cosa che all'Inter di quest'oggi non è riuscita.

COSA VA - Si salva solo il primo tempo, con una squadra ordinata e ben messa in campo che contiene gli sfoghi irruenti del Catania. Il gol di Cambiasso dopo soli 5 minuti sembra indirizzare tutto per il meglio. La realtà è un'altra e cioè che l'Inter affonda nel diluvio di Catania. Si salvano solo Cambiasso e Maicon, gli altri in campo sono dei 'desaparecidos'. Nota a parte per l'encomiabile e consueto sforzo di capitan Zanetti: anche se la barca affonda, il suo tentativo di evitare il crollo è quasi commovente. A 37 anni suonati lui ci mette cuore e polmoni, gli altri no.

COSA NON VA - La difesa interista è la peggiore del campionato. Frutto dei 13 gol subiti in 6 partite di campionato. Troppi, infiniti per una squadra abituata a finire le partite con 0 gol subiti sino a qualche mese fa. Samuel e Lucio non sembrano gli stessi, sono in tilt come tutti gli altri. Il Catania corre mentre l'Inter dorme e sogna tempi migliori.
Lucio ancora non è riuscito a capire che la difesa in questo momento non è capace di reggere le sue scorribande offensive (spesso vane) e per questo, quando molla tutti e parte in quarta, crea non pochi problemi agli assetti della squadra.
Alvarez è l'altro giocatore da mettere sotto la lente di ingrandimento di 'Chi l'ha visto?'. Non si capisce se è un esterno offensivo, un centrocampista o un trequartista. Lui riesce nella magica impresa di non essere niente di tutto questo. Lento, impacciato e fuori tempo massimo ogni qualvolta gli si passi la palla, non è da Inter. Ha bisogno di molta maturazione e di imparare a coprire meglio gli spazi visto che la corsa non è il suo forte.

Come al solito non si può poi non parlare dell'arbitro: quarto rigore contro in quattro partite. La sconfitta è frutto del gioco vero, ma anche i rigori non sono proprio dei piccoli dettagli. Orsato condanna l'Inter o è l'Inter che ha deciso già di condannarsi?
Sembra che i giocatori siano assuefatti ormai alle sconfitte e che non vengano scalfiti più di tanto da queste mere figure. Poca voglia di correre e lottare non porta lontano. Se si è ragionato in virtù del fair play finanziario in vista della Champions League 2012, oggi possiamo tranquillamente affermare che tutti gli sforzi sono stati vani. Questa squadra, di questo passo, non è assolutamente capace a classificarsi tra le prime tre in campionato.