Lodevole iniziativa della Gazzetta dello Sport che oggi ha inaugurato un'inchiesta sullo stato disastroso del nostro calcio partendo (per assurdo) dalla cosa che funziona meglio. I settori giovanili. Chiamateli vivai o se amate la parole esotiche, cantere: il senso non cambia. I luoghi dove nascono e crescono i futuri giocatori di....? La domanda è proprio questa. Dove vanno a giocare i nostri talenti? Come fanno a mettersi in luce? Che tipo di possibilità hanno per affermarsi?
LA FINE DEI GIOVANI
Un punto dolente. Messo in evidenza anche da Andrea Stramaccioni in un'intervista sulla Rosea di oggi (e chi meglio di lui ne può parlare). I nostri settori giovanili lavorano bene (certo, si può senz'altro migliorare), difficile è colmare il divario spaventoso che esiste tra Primavera e serie A. Colmarlo e allo stesso tempo soddisfare le esigenze della prima squadra che ha un solo obiettivo. Vincere. Difficile, insomma. Ma forse non impossibile.
Il settore giovanile dell'Inter lavora, per quanto riguarda la sua parte di competenza, molto bene. Riesce in un compito molto difficile: produrre giocatori da serie A. Balotelli, Destro, Bonucci e via dicendo. Il fatto che nessuno di questi giochi attualmente con la maglia nerazzurra non deve rimanere un rammarico. Si deve trasformare in una ricerca di soluzioni. E i nerazzurri, a questo proposito, hanno appena stipulato un accordo con il Prato per permettere ai propri giovani di farsi le ossa. Una squadra B, insomma. Tra un anno si tireranno le prime conclusioni di questa esperienza, che nasce per aprire le porte, in un campionato sicuramente non facile (Lega Pro), a molti nostri giovani che non sono ancora pronti per la serie A.
A volte l'esordio di un talento è legato ad una circostanza fortuita. Scuffet si è messo in mostra a Udine perché il suo compagno si era infortunato e la società friulana, molto coraggiosamente, ha deciso di offrirgli un biglietto per la serie che conta. Se riavvolgiamo il film dell'estate scorsa troviamo le dichiarazioni cariche di entusiasmo di Berlusconi per Petagna (o Pignatone) e Cristante. Il primo avrebbe dovuto sostituire un Pazzini infortunato, invece passò in prestito alla Samp e ritornò a giocare in Primavera. Le ultime parlano di un interessamento del Crotone. I progetti rossoneri che c'erano su di lui? Rinviati o scomparsi. Mazzarri ha fatto esordire nella scorsa stagione un ragazzo giovanissimo ('97), che verrà aggregato al ritiro di quest'anno. Federico Bonazzoli potrebbe smentire tutto ciò che di negativo si dice in relazione alle possibilità che hanno i giovani nerazzurri di giocare nella prima squadra di appartenenza. Speriamo.
Non dimentichiamoci però delle difficoltà alle quali il calcio inteso come istituzione dovrebbe cercare di sopperire. Evitando possibilmente di riempirsi la bocca con tante parole e pochi fatti. Le squadre B non esistono per colpa di litigi e interessi federali. Non c'è un altro modo per poter avere talenti giovani da buttare in prima squadra. Questi ragazzi non sono pronti al salto. Questi ragazzi devono semplicemente poter giocare.
Twitter @SBertagna
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