FC Inter 1908 Editoriale La vergogna é nel silenzio degli altri

La vergogna é nel silenzio degli altri

Sabine Bertagna

Ha raccontato tutto a Palazzi. Vuotato un sacco che pesava come tanti, troppi macigni. Impossibili da trasportare. E non lo ha fatto, a quanto leggiamo nell'intervista rilasciata a Repubblica, perché sapeva che Palazzi aveva del materiale che lo avrebbe potuto inchiodare. Coscienza. Rimorsi. La voglia di spaccare uno spesso muro di omertà. O semplicemente il desiderio di guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo. "La vergogna é nel silenzio degli altri."

Glielo chiedono e le loro domande sono insistenti. É sicuro delle accuse fatte a Conte, allenatore campione d'Italia (come se questo fosse sufficiente a metterlo al riparo da eventuali illeciti)? Filippo Carobbio non si scompone. Quello che aveva da dire lo ha detto a Palazzi. Se ne era parlato qualche settimana prima della fine del campionato, ma per non destabilizzare nessuno le voci erano state soffocate quasi di comune accordo. Un po' come quando l'Inter di Mancini si era trovata a dribblare quelle assurde voci di un'implicazione in un affare di droga (senza lesinare donne e scommesse). E nonostante la loro inconsistenza fosse facilmente evincibile, i giornali martellarono per tutta la settimana antecedente alla vittoria a Parma. Quelle lacrime sotto la pioggia furono piene di rabbia. Uno scudetto vinto sull'orlo di una crisi di nervi. Questo per ricordare l'equità di trattamento. Uguale uguale.

Parla Carobbio perché non ha più nulla da perdere. 32 anni e una carriera al tramonto. Chi invece potrebbe perdere molto, preferisce probabilmente tacere. I fatti e Palazzi ci diranno nel tempo se le sue accuse erano fondate. Il quadro di questo nuovo filone del calcio scommesse deve ancora palesarsi nei suoi dettagli e non possiamo permetterci di pensare che sia tutto qui. Forse non ci piacerà quello che dovremo sentire. Sarebbe sufficiente desiderare per una volta di fare pulizia e andare fino in fondo. Forse potremmo correre il rischio che non succeda più. Forse.

"Quando sei lì dopo un po' ti accorgi che lo fanno tutti." Già. Ma chi sono questi tutti? "E allora lo fai anche tu." Scivolare in un'abitudine così estesa é facile, quasi fisiologico, sembra suggerire Carobbio. "Certo se adesso guardo il giornale, e vedo che ci sono stato solo io a raccontare, mi viene il sospetto che lo facessi tutto io, che fosse tutto un'allucinazione." La stessa sensazione di quando Petrini raccontava il doping, le scommesse, il marcio. Improvvisamente non lo fa nessuno. Nessun testimone, nessuna traccia. Il nostro calcio non ama i pentiti. Preferisce di gran lunga le bugie. "Eppure se solo qualcuno mi avesse seguito, sarebbe una rivoluzione." Già. Una rivoluzione che aspettiamo da troppo tempo, ormai.

"La vergogna é nel silenzio degli altri."

Twitter @SBertagna