Se state cercando un colpevole, uno comodo sul quale rovesciare la colpa di tutte le disgrazie nerazzurre, capitate male. La fretta porta solo approssimazione. Un'analisi equilibrata doserebbe i rimproveri spartendoli generosamente reparto per reparto e soffermandosi sulla panchina il giusto. Risparmiando ai singoli la classica lapidazione. E' chiaro che nella ricostruzione di un Inter nuova i risultati negativi erano attesi. E' altrettanto chiaro che siamo nella fase più brutta e insicura di tutto il progetto. Quella in cui le idee che nella tua mente ti sembravano perfette, stentano ancora a trovare la giusta esecuzione. In questo senso il tempo sarà l'unico giudice equo a poterci dare una risposta sensata. Nel frattempo trovatevi qualcosa da fare per ingannare la frustrazione.
Lì nel mezzo
Detto questo un'analisi onesta non può prescindere da alcuni dati di fatto. I dubbi paventati sui mancati innesti a centrocampo (e, ieri in maniera piuttosto evidente, nel ruolo di vice Milito) non sono di secondaria importanza. L'entusiasmo per l'arrivo di Cassano ne aveva mitigato l'assenza, rimandando una riflessione fin troppe volte accantonata. Azione offensiva e difensiva risentono di quel passaggio cruciale. Di quel luogo che da noi è più un non-luogo, dove la squadra smarrisce il suo baricentro e gli equilibri si frantumano nello sciabordio di palle perse. Lì nel mezzo c'è il nome di uno dei nostri problemi più urgenti. Si chiama centrocampo. Si legge buco.
Lo dice anche Stramaccioni nel post-partita. "Anche con la vittoria il problema sarebbe rimasto. Lasciamo troppi spazi in mezzo, dobbiamo rimediare". Prova ne è che quando toglie Guarin, seppur protagonista di una prova negativa, e al suo posto inserisce Alvarez, la squadra si sfilaccia definitivamente. Senza un incontrista non solo non si recuperano palle utili per un'azione offensiva, ma non si fa nemmeno filtro davanti alla difesa. Le due reti del Siena arrivano così. Troppo veloci per essere vere. Risultato beffardo o meno, quello che resta non è un Inter da sufficienza. Pestare i piedi non porterà a cambiamenti rapidi e sensazionali. Se li aspettate è bene che vi mettiate il cuore in pace. Perché non arriveranno. Non domani. No panic. C'è da lavorare, qui. E anche lì nel mezzo.
Twitter @SBertagna
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