FC Inter 1908 Editoriale Voglia di crescere

Voglia di crescere

Sabine Bertagna




La sosta delle Nazionali è un momento mortificante. L'attesa per la ripresa del campionato è dilatata da un trascinarsi di chiacchiere inutili, non molto diverse per intenderci da quelle che accompagnano il campionato, ma più inutili perché libere di propagarsi nel vuoto pneumatico disegnato dall'assenza di quei 90 minuti, nonostante tutto, ancora così desiderati. E dato che l'attesa stimola i pensieri ci siamo interrogati sulla nuova Inter. Che è la cosa che più ci sta a cuore. Se il calcio d'agosto non era vero calcio (pur mantenendo sfumature molto romantiche), il calcio di settembre lo deve per forza diventare. Da domenica si riparte. Una partita ogni manciata di giorni. Nessuno spazio per pensare. Solo gambe e cuore.

Ad oggi possiamo affermare che nei confronti della nuova Inter di Stramaccioni ci sia più un atteggiamento di curiosità che di vera e propria aspettattiva. Vediamo fino a dove si può spingere, sembrano borbottare i soliti esperti con una gomitata scettica. Ma al di là delle frasi fatte e parecchio gettonate sul fatto che il ragazzo debba farsi le ossa ci sono alcuni interrogativi sulla nuova Inter che potrebbero sorprenderci. Prima di tutto le potenzialità non sono perfettamente quantificabili. Abbiamo provato moduli, mescolato gli interpreti, applicato in alcune occasioni soluzioni dettate dall'impossibilità di fare altrimenti. Ma giocatori come Obi, Alvarez, Mudingayi potrebbero rappresentare soluzioni valide. Obi e Alvarez, soprattutto, sono due scommesse che sarebbe bello vincere. Sulla scia di un Ranocchia che ripaga la fiducia con una sempre più autorevole sicurezza in campo, di un Coutinho più forte e più leader, di un Guarin ormai imprescindibile. Il nuovo che trova la giusta collocazione accanto al passato (Samuel, Stankovic, ecc), mescolando la sfrontatezza all'esperienza, come in un cocktail d'autore. E' questa la vera sfida di Strama.

Al contrario di altre squadre che hanno cambiato poco e che sono quindi un pelo più prevedibili sul piano del gioco l'Inter rappresenta ad oggi un'incognita. La quadratura del gioco potrebbe passare da qui. Dalla spregiudicatezza nel fare esperimenti nuovi, da non archiviare al primo pareggio o alla prima sconfitta. Da quelli che nella passata stagione erano solo buoni propositi (mai messi in pratica) e che da quest'anno potrebbero trasformarsi in occasioni reali. Il fitto programma di partite darà l'opportunità a Stramaccioni di variare, provare, cambiare. La rivoluzione, o meglio il rinnovamento come lo ha correttamente definito Fassone, è qui a portata di mano. Si chiamerà coraggio e nascerà sotto il segno della pazienza. Vale la pena provarci.

Twitter @SBertagna