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ESCLUSIVA Avv. Rombolà: “FIFA vieta cessione Nico Paz? No. Spiego il bridge transfer”
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Nico Paz è il grande sogno di mercato dell’Inter. Complicato, ma non impossibile. Anche dal punto di vista normativo. Perché è importante fare chiarezza anche sul tema dei cosiddetti ‘bridge transfer, ossia trasferimenti ponte, quello che per qualcuno si configurerebbe nel caso in cui il Real Madrid decidesse di venderlo dopo averlo riscattato dal Como. Una triangolazione che in alcune situazioni potrebbe essere vietata dal regolamento, ma non nel caso specifico.
Per fare chiarezza sul tema, abbiamo sentito il parere dell’avvocato Carlo Rombolà, professionista esperto di diritto sportivo. Questa la precisazione giunta ai microfoni di Fcinter1908.it:
“Il punto è questo: non c'è un divieto assoluto di procedere a un trasferimento tra più di due club all'interno di una medesima sessione di mercato. Tuttavia quello che può succedere è che la FIFA chieda spiegazioni perché in passato tanti di questi trasferimenti sono stati fatti per eludere norme sportive e magari pagare meno tasse.
Questa cosa ha fatto sì che l'ultima versione delle FIFA RSTP, quella del 2025, abbia introdotto l'articolo cinque bis che spiega tutti questi passaggi. Non c'è scritto che un trasferimento sarà bocciato, annullato o invalidato. C'è semplicemente scritto che qualora un trasferimento del genere venga effettuato, la FIFA può chiedere spiegazioni e accade quello che in diritto processuale si chiama onere della prova. Nel senso che non è più l'accusatore, quindi la FIFA, a dover trovare le prove di una supposta violazione di un regolamento. Bensì sono i club coinvolti a dover dimostrare la loro innocenza, ovverosia che il trasferimento così effettuato è andato incontro a esigenze sportive e non a volontà fraudolente.
Se questa prova non fosse ritenuta sufficiente dalla FIFA, allora i club coinvolti potrebbero rischiare delle sanzioni come le penalità, il blocco del mercato, sanzioni economiche e via discorrendo. Ma attenzione perché a rischiare delle squalifiche e anche sanzioni economiche è il giocatore stesso.
Quindi questa norma si utilizza come deterrente. Colpisce sia i club che i calciatori per tutte quelle operazioni potenzialmente non limpide”.
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