FC Inter 1908 Nazionali Confederazioni contro Infantino: durissima lettera aperta. "Fiducia tradita con l'inganno"

Confederazioni contro Infantino: durissima lettera aperta. "Fiducia tradita con l'inganno"

Daniele Mari
I vertici delle tre Confederazioni contestano la gestione della FIFA e chiedono che quanto accaduto venga esaminato da un soggetto terzo indipendente

Ecco il testo della lettera aperta che hanno pubblicato oggi alcune confederazioni calcistiche, tra cui la UEFA. Ancora una volta, c'è la FIFA di Gianni Infantino nel mirino:

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"Cara famiglia del calcio,

il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a una singola persona né a una singola istituzione.

Appartiene ai calciatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni affiliate e a tutte le istituzioni a cui è affidato il compito di tutelarne il futuro.

È con questo spirito, come Confederazioni che rappresentano i propri membri, che oggi prendiamo la parola insieme.

La crescita registrata nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quei progressi non sono mai stati il risultato del lavoro di una sola persona. Sono stati il frutto dell’impegno della FIFA, delle Confederazioni, delle federazioni nazionali e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita a questo sport.

L’allargamento dei tornei, l’assegnazione dei Mondiali FIFA del 2030 e del 2034, la distribuzione delle risorse alle federazioni: sono stati tutti risultati condivisi, concordati insieme e realizzati insieme.

Non si tratta di denaro. Le Confederazioni hanno già chiesto che le ingenti riserve finanziarie di cui dispone la FIFA vengano distribuite in maniera responsabile, così da rafforzare ulteriormente gli investimenti destinati allo sviluppo delle federazioni affiliate.

Non si tratta nemmeno di privare alcuna federazione del sostegno che si è meritata, nonostante i tentativi di alimentare timori tra i nostri membri facendo credere il contrario.

E non si tratta di rimettere in discussione l’ampliamento delle competizioni, l’assegnazione dei posti ai Mondiali o qualsiasi altra decisione presa collettivamente. Quelle decisioni sono state assunte insieme e devono restare valide.

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La questione riguarda qualcosa di molto più fondamentale: l’integrità del calcio e l’integrità di coloro che vengono eletti per guidarlo.

La leadership nel calcio non è una proprietà. Non significa detenere il potere, né pretendere di conservarlo. È un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che affida quella responsabilità ai propri rappresentanti.

Quando la fiducia viene tradita attraverso l’inganno, quando un individuo pone sé stesso al di sopra della collettività che gli ha affidato quell’autorità, quel dovere viene meno.

Nella recente lettera inviata ai vicepresidenti e alle 211 federazioni affiliate, la FIFA riconosce che nel processo sono stati commessi degli errori. Ma li presenta come un problema di comunicazione, quando ciò a cui il mondo del calcio ha assistito è stato invece un grave errore di valutazione.

Una proposta portata avanti in tempi estremamente ristretti, senza un confronto significativo e spinta verso una scadenza prima che le federazioni potessero esaminarne adeguatamente i termini, non può essere considerata una semplice svista. È il risultato di un'impostazione concepita per limitare il controllo e l’analisi.

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Non è stato riconosciuto che la proposta, in sé, fosse profondamente sbagliata. Continua a mancare la consapevolezza del fatto che il tentativo di vendere una partecipazione nella Coppa del Mondo FIFA abbia rappresentato un gravissimo errore di giudizio: non soltanto un errore procedurale, ma una violazione fondamentale del rapporto di fiducia con le stesse istituzioni che la FIFA esiste per servire.

La FIFA si è inoltre impegnata a presentare al Consiglio FIFA una relazione completa su quanto accaduto. Ancora una volta, però, non viene riconosciuto che una corretta governance, di fronte a una mancanza di giudizio di tale portata, richiederebbe che l’intera vicenda fosse esaminata da un soggetto terzo completamente indipendente.

Non dalla FIFA stessa, non dal suo personale e nemmeno da qualunque altro soggetto direttamente coinvolto nel mondo del calcio. L’amministrazione FIFA non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento di questa verifica.

Come già indicato nelle precedenti comunicazioni, tutti i documenti e i materiali rilevanti devono essere conservati in conformità con quanto richiesto dalla UEFA in materia di preservazione della documentazione.

La stessa lettera della FIFA conferma inoltre che alla riunione della leadership tenutasi in Marocco era presente un solo rappresentante eletto.

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Nessun membro del Consiglio FIFA e nessuna federazione affiliata sono stati invitati a partecipare. Era presente esclusivamente il management committee, composto da alti dirigenti dipendenti della FIFA.

La recente riunione, durante la quale un numero ristretto di membri del FIFA Management Committee — e non l’intero comitato — è stato convocato all’estero, invece che vedere la leadership recarsi a Zurigo per confrontarsi con il cuore della FIFA, cioè con il proprio personale, non fa altro che rafforzare queste preoccupazioni.

Rappresenta la prosecuzione dello stesso modo di agire che ci ha condotti fino a questo punto.

Non è il comportamento di chi si considera custode del calcio, ma di chi ritiene che sia il calcio a dover rispondere a lui.

C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza.

Non sono queste le qualità che il calcio merita da chi lo guida.

È per questo che abbiamo assunto questa posizione. Non lo abbiamo fatto a cuor leggero e non lo abbiamo fatto da soli, ma insieme, mossi dal senso del dovere nei confronti dello sport che siamo chiamati a servire.

La forza del calcio è sempre stata la sua unità.

Chiediamo che questa unità venga rispettata anche oggi e che il calcio possa contare su una leadership che sia al suo servizio, non su qualcuno che pretenda di comandarlo.

Cordiali saluti,

SALMAN BIN IBRAHIM AL KHALIFA Presidente AFC

VICTOR MONTAGLIANI Presidente Concacaf

ALEKSANDER ČEFERIN Presidente UEFA

DATUK SERI WINDSOR JOHN Segretario generale AFC

PHILIPPE MOGGIO Segretario generale Concacaf

THEODORE THEODORIDISSegretario generale UEFA