Chivu: "Impariamo da Napoli-Inter. Juve e Milan sono scontri diretti? Ad Ausilio dico..."
Il primo big match di stagione è alle porte per l’Inter di Cristian Chivu. I nerazzurri ospiteranno domani al Meazza il Napoli di Massimiliano Allegri, che almeno sulla carta rimane al momento l’antagonista più temuta per la lotta scudetto. Di questo ha parlato l’allenatore nerazzurro in conferenza stampa: qui le sue parole, raccolte dall’inviato di Fcinter1908.it ad Appiano Gentile:
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Cosa ha rappresentato per lei quanto accaduto in settimana?"Piero per me è un amico prima di un professionista. Ho condiviso con lui tanti anni all'Inter e l'onore di condividere anche trofei. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni essere tanti anni nella stessa società, addirittura 28. Bisogna ringraziarlo di cuore per tutto quello che è stato capace di fare in questi anni. Per me, per noi è stata una giornata emozionante ieri. Lo abbiamo salutato, abbracciato e ringraziato per quello che ha rappresentato per questa società".
La gestione delle risorse è un fattore quest'anno?"E' una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Se pretendo premurosità dal gruppo, devo tenere presente tutto quello che rappresenta. Non è mai semplice accontentare tutti, la bravura è in quello, consapevole che purtroppo di 25 giocatori solo 11 la domenica possono essere felici. La cosa in cui credo è l'unità del gruppo, il livello alto che si deve avere nel quotidiano, dal lunedì al sabato. Credo di avergli fatto capire l'anno scorso abbastanza bene l'importanza dei cinque cambi: quelli che subentrano devono considerare un'opportunità e un obbligo nei confronti dei compagni quello che portano in quei pochi minuti. La mentalità deve essere questa, siamo tutti sulla stessa barca. Non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati o quando un allenatore magari crea un'ingiustizia nei nostri confronti. Tutti avranno le loro opportunità: la stagione è lunga, le partite sono tante e abbiamo bisogno di energie sempre fresche".
Quanto influisce incontrare un allenatore e una squadra mai battuti l’anno scorso?“La mia stima per Allegri è sempre stata altissima. Qualcuno può mettere in dubbio quello che rappresenta, ma io non dimentico quello che ha vinto. Non me lo deve dire che l’anno scorso non abbiamo vinto contro di lui, è la realtà e l’abbiamo accettata. Siamo andati avanti e abbiamo corso vero l’obiettivo più grande. Fa male perdere certe partite, ma è una maratona e abbiamo raggiunto l’obiettivo nonostante qualche sconfitta. Non giocano gli allenatori, ma le squadre: noi dobbiamo farlo in una certa maniera. Abbiamo l’ambizione giusta per far vedere di essere competitivi fino in fondo".
Ti aspetti più attenzione in difesa?"Nel calcio la prevenzione è importante, io non credo di aver subito più di tanto contro Monza e Cagliari. Abbiamo saputo leggere certi momenti, ovvio che si può migliorare e bisogna avere sempre un certo atteggiamento. Abbiamo grandi difensori che sanno sistemare le cose da soli, sanno quando sbagliano e quando si concede qualcosa in partita. Avere però un atteggiamento offensivo, dominante, che ci permette di portare tanti uomini nella metà campo, consapevoli che qualche pressione possiamo sbagliarla. Si esagera in generale evidenziando troppo due ripartenze subite, anche se allo stesso tempo vogliamo spettacolo e gol. Questo è il mio modo di vedere il calcio, condiviso con i giocatori. A volte rischieremo, l'importante è avere il coraggio di fare determinate partite col sorriso, spensierati e consapevoli che le partite cambiano spesso nell'arco dei 100'".
Si parla di nuovo di scontri diretti."Mi mancava, ma non avevo dubbi. Quali sono gli scontri diretti? Quelli contro le prime quattro o quelli contro squadre con una certa tradizione? Milan e Juventus che sono finite tanto lontano dove le mettiamo? La mia idea è che gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi contro l'ultima in classifica. Un campionato dura 38 partite e i punti a disposizione sono tanti. Alla terza l'anno scorso avevamo già due sconfitte, ma siamo arrivati in fondo vincitori. Per noi sono tutte importanti, anche quando si affronta l'ultima, perché siamo consapevoli di quello che siamo e vogliamo diventare. Vogliamo dare continuità a quanto fatto negli ultimi sette anni, non solo l'anno scorso. Il Napoli è forte, l'ha fatto vedere negli ultimi due anni: rispettiamo l'avversario, ma siamo pronti a ospitare una squadra che farà vedere perché ha vinto due scudetti negli ultimi anni".
Da cinque partite l'Inter non batte il Napoli."L'anno scorso, parlo solo di quello, la partita con il Napoli è quella che ci ha dato più stimoli e motivazioni nel correggere i nostri errori, le nostre debolezze soprattutto nel gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso, ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo non fosse giusto e abbiamo smesso di fare altrettanto nel secondo tempo. E' importante imparare dalle ingiustizie e dirsi cosa serve per reagire. Da lì abbiamo fatto un filotto di partite e a me interessava quello. Le partite non è mai giusto paragonarle, nemmeno quando si affronta lo stesso allenatore perché cambiano un sacco di cose. Vogliamo essere competitivi, far vedere che l'identità nostra è quella giusta, consapevoli del fatto che possiamo fare errori, ma senza perdere l'identità della squadra e il coraggio di essere propositivi, determinati e pragmatici".
Come procede l’adattamento degli inglesi?“I piani ho imparato a non farli. Ci si preoccupa un po’ di quello che non è accaduto nella mia gestione del gruppo in queste due partite. Siete curiosi di Spence, Jones e Stones, io sono curioso di Carlos Augusto e Mkhitaryan che ancora non sono entrati, di quelli che sono sempre parte fondamentale del gruppo negli anni trascorsi e in quello che fanno vedere nel quotidiano. Stones e Jones stanno bene, li avete visti in campo per qualche tratto. Avranno possibilità di far vedere quello che valgono, noi sappiamo il contributo che daranno durante la stagione. Presto faranno vedere quanto valgono. Spence sta facendo riatletizzazione, sta smaltendo il suo problema e quando sarà pronto ve lo faremo vedere”.
Cosa vedere e cosa no di Monza e Cagliari?“Cercare di essere dominanti, propositivi e in grado di imparare dagli errori. Non dobbiamo farci prendere dalla frenesia, si gioca a pallone e c’è anche l’avversario. Voglio vedere disciplina, sforzi mentali nel domare qualche pensiero negativo. La squadra ha margini di miglioramento: non cerco perfezione, cerco il progresso. Qualcosa di buono abbiamo visto tra Monza e Cagliari, i ragazzi faranno vedere quello che vogliamo. Io pretendo la miglior versione di quel giorno”.
Ti piace questo nuovo modo di arbitrare?"La nostra squadra si è sempre allenata nel mantenere un'intensità alta e non subire troppe pause, pensando di rimettere sempre la palla veloce in gioco e non pensare al miracolo che non avviene mai dal cielo. A me piace questo modo di arbitrare, credo piaccia a tutti perché aumentare di 5' il volume del gioco non è poco. Bisogna continuare su questo livello: le regole sono fatte per questo, si vedono miglioramenti da una giornata all'altra".
Stanno meglio i giocatori arrivati dal mondiale?"Bisogna vedere quanta condizione hanno messo rispetto al Cagliari i nazionali. Ovvio che siano più in condizione, ma sono passati appena 4 giorni. A volte diventa una scusa dell'allenatore perché non vogliamo si facciano male. Sono importanti, li vorremmo in campo prima possibile con un livello di condizione che permetta di far vedere quanto valgono. Si vedrà in partita quanto valgono, saranno all'altezza".
Con il Napoli di Allegri avrete lo stesso atteggiamento di sempre?"Allegri è talmente bravo nel capire quello che noi saremo e preparerà le due situazioni, ne siamo sicuri. Ha detto che l'Inter si batte così. Noi dobbiamo mantenere la nostra identità, la voglia di essere dominanti: io quella non la voglio mai perdere. La squadra ha in testa quello che vuole fare, spero di aver imparato dai miei errori perché qualche errore l'anno scorso in qualche partita l'ho fatto. Spero di mantenere la fiducia in quello che vogliamo essere".
Quanto hai seguito Pavard l’anno scorso?“Di Benji posso parlare quello che ho vissuto io con lui, quello che è successo da altre parti dovete chiederlo a De Zerbi. Ora si è messo a disposizione del gruppo, ha fatto vedere una preparazione estiva importante e qualità. Ha voglia di stare qua, di dare il contributo per le nostre ambizioni”.
Akanji giocherà?“Non lo so, la formazione non mi è chiara. Faccio scelte all’ultimo, i ragazzi sono tutti bravi. Non ho bisogno di preparare la squadra dal punto di vista tattico tre giorni prima. Voglio responsabilizzare i miei giocatori, tutti devono sentirsi importanti. La cosa più brutta per un giocatore è quando l’allenatore lavora già dal martedì con 11 soltanto. Probabilmente creo un danno a livello mentale anche ai miei giocatori, ma da un anno lavoriamo così e continuerò su questa linea. Ho qualche cosa di certo che accadrà, ma può cambiare da un giorno all’alto e domani potranno cambiare anche le mie idee. Si vedrà”.
Cosa deve fare Chivu per essere ritenuto il miglior allenatore della Serie A?“Mi congratulo con Fabregas, è un grande allenatore e ha dimostrato cosa può fare. Merita questo trofeo. Io ho anomalie caratteriali che non mi permettono di pensare al mio ego, la mia premura va nei confronti dei miei giocatori. Vederli felici anche sul palco l’altra sera mi ha riempito di orgoglio: io lavoro per loro, non sto pensando a me. Io non baratto mai un titolo individuale per uno di gruppo, di sicuro non quello di campione d’Italia”.
Che stagione sarà per Pio Esposito?“Spero sia meglio dell'anno scorso Pio. Ha un anno alle spalle con noi, un anno nel quale ha fatto molto. E' stato abbastanza? Non lo so, ma l'ha fatto. Ha dato un contributo ai trofei vinti, ma quello che gli auguro è che faccia vedere chi è e quanto è importante per la squadra, così come gli altri attaccanti. Mi aspetto miglioramenti che possono fare".
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