Chivu: "Perché tolgo Calhanoglu. Come stanno Dimarco e Spence. Le parole di Bergomi..."
Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui
E' tempo di tornare di nuovo in campo per l'Inter di Cristian Chivu. I nerazzurri ospiteranno domani sera al Meazza l'Udinese, nel match valido per il quarto turno di Serie A. Qui le parole dell'allenatore rumeno in conferenza stampa alla vigilia dell'incontro, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it ad Appiano Gentile.
Che gara ti aspetti?"Le partite si preparano nella stessa maniera, consapevoli che l'Udinese ha fisico e qualità che ti possono mettere in difficoltà. L'allenatore loro in questi anni ha fatto un gran lavoro, ha sempre dimostrato di poter creare problemi agli avversari, nonostante abbia cambiato tanti giocatori. Faremo del nostro meglio anche domani sera".
FC Internazionale Press Conference
Cosa vi siete portati via da Madrid?“La squadra è serena come sempre, l’obiettivo è la crescita e aggiungere sempre qualcosa. E’ presto per dare dei giudizi, si tratta di un calcio di inizio stagione. Sono passate poche settimane dall’inizio della stagione, ma vedo belle cose. Se giudichiamo i risultati, qualche critica può anche starci, ma non badiamo solo a quello. Pensiamo ai principi che vogliamo aggiungere, senza perdere la fiducia e la consapevolezza di quanto di buono fatto contro Napoli e Real Madrid. Leggo le due partite insieme, perché abbiamo speso tanto dal punto di vista mentale con il Napoli e dopo 72 ore siamo andati al Bernabeu. Mi è piaciuto il coraggio, la personalità, la reazione dopo gli errori. Mi prendo le cose positive, è la strada che vogliamo intraprendere”.
E’ la strada giusta anche per determinati contesti?“Guardiamo la crescita, l’obiettivo finale e la durata della stagione. Le ultime partite in Champions non sono andate come volevamo, su 7 ne abbiamo vinta 1 e questo è da migliorare, ma siamo in una nuova stagione e questo è un nuovo percorso. Non ho visto perdita di fiducia, anzi ho visto una squadra amareggiata perché si è persa un’opportunità a Madrid, anche se abbiamo fatto una buona gara. Potevamo far meglio, dobbiamo migliorare”.
C’è troppa voglia di mettere pressione sulla squadra?“Ormai è una storia vecchia, siamo tutti abituati a viverci, non ci pensiamo troppo. E’ importante l’autostima, la fiducia in noi stessi e nel lavoro quotidiano. I giudizi ci saranno sempre, non è un problema nostro, perché vengono sempre gratis. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Noi abbiamo una responsabilità e dobbiamo essere consapevoli di ciò che siamo e della crescita importante che vogliamo fare in futuro”.
Cosa significa il discorso sul modulo? Bergomi ripete che l'Inter è una delle poche a giocare ancora a tre...
“Per me poco, io non bado al modulo, ma al modo in cui affronti una partita. Ci sono squadre che sulla carta partono con un 4-2-3-1 ma poi si difendono magari in 6. Ciò che conta è come interpreti le varie situazioni di gioco, come difendi e l’intensità che metti in quelle situazioni. Sono uscito da un bel po’ da questo modo di pensare, mi interessa ciò che ogni giocatore fa per migliorare l’interpretazione difensiva. E' più il modo che il modulo, poi bisogna vedere i giocatori che hai a disposizione per metterli in condizione di fare determinate cose. Abbiamo una squadra evoluta che sa fare tante cose".
Rispetto alla partita con l’Udinese dell’anno scorso cosa ritieni di aver migliorato di più?“Prima di tutto rispetto alla partita con l’Udinese dell’anno scorso abbiamo due trofei in più e non è poco. Da dove eravamo partiti, per quella che era la realtà, ci siamo presentati alla seconda di campionato e abbiamo perso. Un anno dopo abbiamo vinto due trofei, i miglioramenti ci sono stati, i ragazzi percepiscono il processo che stiamo facendo e si impegnano nel fare ciò che gli viene richiesto”.
C'è una linea per preservare Calhanoglu?"Lui ha fatto il mondiale, è andato al mondiale da infortunato perché ha saltato le ultime partite. Ha saltato la finale di Coppa Italia, arrivando al mondiale con quel problema che si portava dietro. Ha giocato solo due partite al mondiale, poi ha avuto un mese di vacanza e sappiamo tutti le critiche nei suoi confronti e degli altri giocatori della Turchia. Ha avuto una vacanza lunga. La nostra premura è mettere in condizione tutti quelli che hanno fatto il mondiale e saltato una parte della preparazione".
Che proiezione hai su Diouf?“Sto cercando di metterlo in condizione prima possibile, perché l’obiettivo è di arrivare a 80’ di grande qualità al posto di 60’. Vale per lui, ma per tutti. Più dura lui, meglio è per tutta la squadra. Appena vede la porta ha questa spensieratezza nel cercare di saltare l’uomo, quella destabilizza e abbassa la linea difensiva. Ci dà una soluzione in più sotto questo punto di vista. Poi ci saranno momenti in cui il piano sarà diverso, serviranno altre cose da quel lato, ma per come lui si è messo a disposizione del gruppo non gli possiamo rimproverare nulla. Siamo felici della sua crescita e di quello che sta facendo”.
Ti piace questo metro arbitrale? Ieri il primo rigore.“Sono contento del metodo, meno var c’è e più intensità nel gioco c’è. Le riprese veloci in pochi secondi sono importanti, danno ritmo alla partita. Mi piace, sono tutti consapevoli che se fai finta di qualcosa esci e la squadra rimane in 10 per un minuto. Ci sono situazioni in cui il var deve intervenire, l’arbitro non ha visuale di gioco. Mi piacerebbe vedere più dialogo a volte con dei giocatori,
Come stanno Dimarco e Spence?“Oggi Dimarco si è allenato, è a disposizione del gruppo. Spence è nel processo di riatletizzazione e quindi domani non ci sarà. Domani vedrete tutti gli altri come stanno…”
© RIPRODUZIONE RISERVATA