FC Inter 1908 Partite Conferenze stampa Ranieri: "Italia coronamento della mia carriera. Bisogna riportare i bambini al calcio"

Ranieri: "Italia coronamento della mia carriera. Bisogna riportare i bambini al calcio"

Marco Macca
Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico della Nazionale, è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni

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Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico della Nazionale, è intervenuto in conferenza stampa accanto al presidente della FIGC Giovanni Malagò e al nuovo ct Roberto Mancini. Ecco le sue dichiarazioni:

È il coronamento della mia carriera, è una chiamata inaspettata come dimostra la mia abbronzatura. Nella mia carriera ho svolto tanti compiti ardui e questo sarà un altro compito di questo tipo. Io ho due missioni, far innamorare la gente del calcio e riportare i bambini come mia nipote di 12 anni a vedere la nazionale ai Mondiali".

Che lasso di tempo si prefissa per riformare il calcio italiano?

"C'è da lavorare, è difficile parlare di un lasso temporale. Roberto si occuperà del campo, io di cosa succede al di fuori. A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio, questo non può succedere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l'ultimo salto. Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori. All'estero la tattica di squadra non viene esasperata come da noi, dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere. È il momento di smetterla, io non credo che un ragazzino di 10-12 anni va a giocare e la prima cosa che fa è giocare le partite, questo è quello che voglio fare".

Del programma presentato da Maldini e Leonardo cosa ne pensa? Recepisce qualcosa di quel programma?

"Non l'ho ancora visto perché Giovanni mi ha chiamato lunedì sera, ma ho il dovere di guardare tutto e di prendere quello che c'è di buono. Credo sia stato travisato qualcosa quando Maldini diceva che ci vogliono 10 anni, intendeva dire che bisogna ripartire dai ragazzi di 10 anni fino ai 14-15 anni sulla tecnica individuale. Bisogna aiutarli a diventare bravi: la differenza tra noi e gli altri è che noi siamo bravi tatticamente, gli altri tecnicamente. Prima c'erano meno scuole calcio, ma si giocava più nelle piazze, nelle chiese, nelle strade. Bisogna tornare a lasciare esprimere i ragazzi, poi successivamente vanno inquadrati. Non avrei paura a portare avanti il progetto di Maldini".

Si è pentito della sua decisione, mesi fa, di dire di no all'Italia per restare alla Roma, alla luce di quanto è accaduto poi?

"Se mi sono pentito delle mie decisioni? No, quando ho deciso col cuore. Avevo un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore, ci sarebbero stati dei conflitti di interesse notevolissimi. A malincuore, sono stato costretto a dire di no. Mia moglie? Finalmente non le farò fare un trasloco, sarà contentissima".

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Se la sente di dare un consiglio a Mancini?

"Sono stato allenatore fino a 2 anni. Se Roberto volesse chiedermi un consiglio, sarò felice di darglielo, altrimenti starò al mio posto che avrò altre cose da fare".

Fare sport in Italia costa parecchi soldi. Come si può risolvere?

"Devo capire, valutare e vedere come posso io far abbassare questo prezzo, perché non è possibile che le famiglie dei nostri figli paghino così tanto. Fatemi vedere tutte le carte e poi vedrò. Voglio che più bambini giochino a calcio. Bisogna riportarli a giocare a calcio".

Oltre a riportare l'Italia ai Mondiali e a far innamorare di nuovo i bambini della Nazionale, crede che si debba far rinnamorare anche i giocatori della Nazionale?

"Credo che i nostri giocatori abbiano grande senso di appartenenza. Quando hai risultati negativi, sembra tutto negativi. Credo che col gioco di Mancini tutto questo verrà fuori. Loro amano la Nazionale e sanno cosa si prova quando si perde".

L'Italia aspetta le riforme: crederete una mano alla politica?

"Chiederò aiuto a tutti, perché l'Italia interessa a tutti. Non possiamo ricordarci di essere italiani solo quando si perde. Vedremo chi potrà aiutarci e chi potrà permettere a Mancini di scegliere tra più giocatori che giochino nel campionato.

"Se Roberto vorrà confrontarsi con me, sarò franco e leale. Se pensa di voler sentire la mia idea, sarò contentissimo. Se non sentirà la necessità, non mi preoccupo. Roberto è grande e vaccinato. Quando ha vinto col City ero in Inghilterra all'ultima partita: vedere da italiano all'estero un italiano che vince è la cosa più bella".

C'è qualcosa nella sua esperienza alla Roma nell'ultimo anno che pensa di portare a livello umano all'interno del Club Italia?

"Tutto porta esperienza. E' stato un anno bellissimo, pieno di cose particolari e lontane da me, ma anche per questo formative".