Cassano: “Cristiano Ronaldo in questa Serie A fa 40 gol, potete già dare lo scudetto alla Juve”

Cassano: “Cristiano Ronaldo in questa Serie A fa 40 gol, potete già dare lo scudetto alla Juve”

Antonio Cassano non ha dubbi: corsa scudetto senza storia. “Cristiano Ronaldo è come Nadal mentre Messi è Federer”

di Redazione1908

INVIDIA PER CR7

Antonio Cassano, intervistato da Vanity Fair, ha commentato a suo modo l’arrivo di Cristiano Ronaldo nel campionato italiano: “Cosa mi colpisce di lui? I doni che gli ha fatto Madre Natura. Il fisico pazzesco ma soprattutto la testa, la costanza negli allenamenti, proprio quelli che io odiavo, la professionalità. Lo ammiro molto per la sua capacità di stare sempre sul pezzo. Rimarrà nella storia, per sempre, come uno dei più grandi. E se lo è proprio meritato questo successo, l’ha ottenuto con il talento ma soprattutto grazie alla serietà».

Sorpreso che il Real l’abbia venduto?
«No, io ho avuto la grande fortuna di giocare nel Real Madrid dei galácticos. So come funziona lì. Il Real è più grande di qualsiasi campione, anche di uno che gli ha regalato 450 gol. Non guarda in faccia a nessuno. Ha fatto a meno di Beckham, di Ronaldo, il Fenomeno, di Raúl. Può sopravvivere anche alla sua partenza».

Chi ha fatto l’affare?
«Tutti, da Andrea Agnelli ai venditori di panini dello Juventus Stadium. Cristiano vivrà una grande esperienza, la Juve gli paga un ricchissimo stipendio ma deve essere felice perché il prezzo del cartellino, poco sopra ai cento milioni di euro, è ottimo per un giocatore così forte».

Il 3 aprile allo Juventus Stadium ha fatto un gol incredibile in rovesciata, applaudito da tutto lo stadio, tifosi della Juve compresi. Ma un capolavoro così – lei qualcuno in carriera ne ha fatto – si pensa o è solo frutto dell’istinto?
«Una cosa così non puoi pensarla. Se la pensi non la fai più. È qualcosa che hai dentro ma che quando accade comunque ti sorprende. Almeno per me è sempre stato così quando facevo un bel gol o un grande assist. Quella sera i tifosi della Juve sono stati favolosi. Da rivali, in una partita così importante, non era facile applaudire. Vuol dire che la bellezza viene prima di tutto. E in quel momento chi ha battuto le mani lo ha capito».

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