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Mazzola: “Lautaro ricorda me. Sfogo Conte? Ha ragione”. E poi svela: “Mi sa che arriva…”

Marco Astori

Le parole dell'ex calciatore nerazzurro

Intervenuto ai microfoni di Libero, Sandro Mazzola, pilastro della Grande Inter, ha parlato dei maggiori temi di attualità di casa nerazzurra.

Sandro Mazzola, partiamo dalla cosa più importante: l'Inter può farcela? Andrà in finale di E-League?

«Ma certo, scusi. Stiamo parlando dell'Inter, quindi è sì».

È dura, però.

«A questi livelli lo è sempre. Ma credo che la squadra abbia tutte le possibilità e fisicamente sta bene».

Dunque, l'Inter vince la coppa: stagione da incorniciare o rimane l'ombra di quel punticino dalla Juve?

«Pesa, altroché. I rimpianti sono forti, si poteva fare meglio. Però vincere l'E-League, oltre che la conquista di un trofeo, significherebbe che c'è un gruppo che ha saputo reagire, ricominciare e vincere».

Nel bene e nel male il protagonista è stato Antonio Conte. Le piace?

«Molto. Mi ricorda certi grandi allenatori dell'Inter. È uno che quando le cose non vanno bene prende in mano la situazione, guarda negli occhi i giocatori e li fa rendere».

Le piace anche quando alza la voce con la società?

«Per me ha ragione. Perché se non lo facesse i primi a perdersi sarebbero i giocatori. A suo modo combatte per cambiare le cose in meglio».

Mourinho è sempre intoccabile per i tifosi, lei ha vinto tutto con un istrione come Herrera: ma in questo club funzionano solo un po' quelli sopra le righe?

«(Ride) eh sì, sarà la maglia che li attira. Da sempre all'Inter ci vogliono quelli che si espongono. I nostri tifosi entrano in sintonia e spesso li amano. Vanno bene i capipopolo, è una storia che si ripete».

Lautaro può essere un Mazzola degli anni 2020?

E Lukaku? Mica male...

«Benissimo, no mica male. Quando meno te lo aspetti fa l'azione decisiva. E non è solo forza. Fosse solo un tutto muscoli, la palla la perderebbe».

Ci fosse anche Messi.

Lei di grandi giocatori ne ha presi tanti, aveva preso anche Falcao e Platini. Si permetta un consiglio a Marotta per la prossima Inter.

«Un comandante a centrocampo, il giocatore che guarda e capisce cosa deve fare. E mi sa che arriva».

Beh, fuori il nome.

«Sì, ciao, così domani aumentano subito il prezzo».

Come non detto. Senta, ma con questi cinesi l'Inter è un po' meno "pazza"?

«Sì, la società è impostata in modo molto giusto. Ci stanno restituendo la fiducia che avemmo in loro negli anni '70, quando fummo i primi ad andare a giocare in Cina e ad avvicinarci al loro mondo. Stanno capendo il nostro calcio e hanno voglia di imparare».