Lazio, Tare: “Sorpresi dalle parole di Conte. Perché Juve, Inter e Milan non prendono posizione?”

Il direttore sportivo biancoceleste ha commentato così la conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte

di Daniele Vitiello, @DanViti

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, non ha digerito le ultime dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte e del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a proposito di una eventuale ripresa della Serie A. Queste le sue dichiarazioni a Lazio Style Radio: “Conte? Siamo rimasti tutti sorpresi. Finora abbiamo rispettato tutte le decisioni del Governo. Era ovvio che il 4 maggio dovesse essere un punto di partenza per tutti nel rispetto delle regole, invece le decisioni prese ti fanno sentire anche un po’ discriminato…”, riporta Cittaceleste.

Sulle parole di Spadafora…

“Il ministro dello Sport dice che dobbiamo pensare alla salute dei calciatori, però allo stesso tempo vengono mandati i calciatori ad allenarsi in mezzo alla gente nei parchi anziché nei centri sportivi con le dovute distanze e strutture per tutelarli maggiormente. Una squadra professionistica non è mai stata ferma così tanto. Se il ministro Spadafora dice di voler aiutare il calcio le sue azioni e decisioni dicono tutt’altro. Dobbiamo continuare ad essere attenti dando atto ai sacrifici di medici e infermieri, ma il DPCM mostra che qualcosa non quadra”.

Sull’importanza della ripartenza…

“Il calcio è un fattore sociale importante per il Paese. Noi stiamo cercando di avere la possibilità di svolgere il campionato nel rispetto delle regole. Non ci sentiamo penalizzati per la corsa scudetto, anche perché mancano 12 partite. Abbiamo bisogno di finire il campionato per il bene del sistema calcistico italiano. In Germania tutti hanno preso una posizione netta per la ripresa per evitare il crollo del sistema. Qui stiamo anche peggio, eppure qui nessuno, neanche dei club più importanti come Juve, Inter e Milan prende posizione, e non capisco perché”.

Sui protocolli…
“Sui protocolli non c’è dubbio. Sono state prese delle misure da rispettare e noi ne siamo consapevoli”.

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