Bastoni, 7 anni fa l'esordio con l'Inter: "Uno dei più grandi talenti italiani del terzo millennio"
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Personalità, sicurezza, visione di gioco. A 20 anni è granitico. Siamo all'inizio del campionato 2019-20 e l'Inter è alle prese con una doppia trasferta: il 2 ottobre sarà impegnata sul campo del Barcellona. Inevitabile che il sabato a Genova con la Sampdoria ci sia qualche ragionata rotazione in tutti i reparti, ed è così che Antonio Conte, che aveva fin lì alternato nei tre dietro Danilo D'Ambrosio, Diego Godin, Milan Skriniar e Stefan de Vrij decide di puntare su un talento di appena vent'anni: Alessandro Bastoni.
A Genova il numero novantacinque - l'anno di nascita di suo fratello - fa un figurone, annulla Quagliarella che l'anno prima era stato capocannoniere. Bastoni l'anno precedente aveva giocato in prestito al Parma e si era imposto titolare, ma l'Inter aveva anticipato tutti acquistandolo dall'Atalanta ad appena diciassette anni. Come a volte, ma non sempre succede, quello che sembrava un investimento esagerato per un ragazzino diventa un capolavoro di lungimiranza.
Bastoni comincia con l'Inter nell'estate del 2019. L'Inter ha preso a parametro zero Diego Godin, e dovrebbe essere lui il prescelto come braccetto sinistro titolare nella difesa a tre. Inizia però un lungo ballottaggio tra i due, con l'uruguaiano cui viene spesso preferito questo centrale molto tecnico e dai piedi quasi da centrocampista. Segna anche due gol, nella prima stagione, che finisce da titolare indiscutibile. L'Inter non se la toglierà più di dosso. Ora è con Barella e Lautaro l'unico rimasto dallo Scudetto del 2020-21, punto di forza dell'Inter e della Nazionale Italiana, concupito dalle big europee che ogni estate fanno filtrare apprezzamenti sui principali media. L'Inter però Ale se lo tiene stretto, non solo perché è uno dei più grandi talenti italiani del terzo millennio, ma perché è anche interista sin da bambino.
(inter.it)
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