Behrami punge Chivu: “Con la sola carota non basta. Ora serve un cambio”
È un’Inter a due facce. La squadra di Chivu è prima in classifica, con 19 punti, ma continua a mostrare un limite importante: nelle prime nove partite della stagione per ben sei volte ha dovuto recuperare da una situazione di svantaggio.
Nel corso della trasmissione Fuoriclasse, negli studi di DAZN, l’ex calciatore e ora opinionista Valon Behrami si è concentrato proprio su questo aspetto.
"Chivu, serve un cambiamento"
“Torno a tre o quattro giorni fa, prima della partita contro il Bruges, l'intervista prima della gara. Quello che mi aveva colpito è stata la parola di Chivu, la domanda che cosa ti aspetti dall'altra squadra: “Che vanno là fuori e si divertono”. Ma in Champions non ti diverti.In Champions non sei pronto, non hai la percezione del pericolo, non temi l'avversario, in Champions non ti diverti. In Italia è successa la stessa cosa, questo rientra sempre nell'approccio alla gara e te lo prepara anche l'allenatore. La comunicazione è molto amichevole, sempre molto vicina ai giocatori e a un certo punto non fa più effetto.
Tanto è che entri in campo con quella sensazione, tanto sei superiore nel vincere partite. In Champions non capita, in Italia al momento è capitato. Che poi abbia cambiato comunicazione durante il Bologna, questo è quello che dicono, perché a un certo punto lo devi fare. Perché hai la sensazione che non riesci più a squadrare questo gruppo con solo la carota, ma ci vuole un cambiamento che ti risveglia, che crea un certo tipo di energia dentro lo spogliatoio. Ma sono cose estemporanee, perché ti hanno conosciuto in tanti mesi e può durare sia una partita sia due. In altre fai fatica a farli reagire come hanno fatto contro il Bologna".
Perché in Champions le italiane fanno fatica
"Per vincere ci vuole sacrificio, ci vuole la fase difensiva, devi correre, gli altri vanno più veloci, non si fermano, non ti rispettano così tanto come magari quando giocavo in squadre più piccole, rispettavo Milan, la Juve, l'Inter, le grandi top squadre, avevo quasi un po' di timore reverenziale, se vogliamo. Mentre in Europa questo non esiste, non gli interessa, sei in una squadra piccola, vai a giocare contro l'Inter, non guardi in faccia a nessuno. Se un giocatore ha fatto 500 partite o 5, allora non cambia niente. Ha un altro tipo di energia e diventa una partita dove c'è dentro tanta sofferenza per riuscire ad avere risultati”.© RIPRODUZIONE RISERVATA