Cruciani: “Adani, uno alla fine si rompe il cazzo. Adesso devi dire chi sono quelli che…”
"Alla Domenica Sportiva, c'è chi dice che ci sono delle persone che — qual è l'espressione che usa? — dice, gli amici giornalisti. Gli amici giornalisti, che difendono l'indifendile. Ma vi rendete conto della gravità di questa cosa qua. Come se uno dovesse difendere un qualcosa per proprio tornaconto, non si capisce per quale motivo. Ma poi che significa l'indifendibile? Come se quella roba lì fosse il male del calcio italiano. Ma è una roba allucinante questa roba qui". Cruciani esplode durante il podcast Numer1 mentre parla con Zazzaroni e Sabatini di Allegri e risponde chiaramente a Lele Adani che attacca spesso l'allenatore del Napoli e i giornalisti che lo difendono.
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"Cioè, senza fare i nomi né della persona interessata, Allegri, né delle persone che lui attacca, né delle persone che lui accusa, dei quali io mi riconosco, getta dal servizio pubblico della Rai merda addosso alle persone dicendo ci sono un gruppo di persone che difendono l'indifendibile, come se fossimo noi difensori del male del calcio italiano. Ma vaffanculo! Ma dai! Riferito a quello che ha detto il vaffanculo. È chiaro. Ma uno perché deve essere associato? Uno perché deve essere associato, diciamo, a quelli che difendono l'indifendibile? Ma chi è? Tra l'altro in questa occasione abbiamo attaccato Allegri perché ha detto una minchiata su Dybala e sulla Roma, sulla Champions League. Ma per quello che riguarda, diciamo, l'indifendibile, cosa sarebbe l'indifendibile? Un vecchio modo di giocare, che peraltro ha cambiato? Che cos'è? Io vorrei capire che cos'è l'indifendibile. Mi devono spiegare che cosa è l'indifendibile", ha sottolineato ancora Cruciani durante la puntata del podcast.
Cruciani fa il nome di Adani
"Adani ci spieghi. Io voglio fare nome e cognomi, mi sono rotto il cazzo di questo detto non detto. Lele Adani, che io peraltro con lui non ho nulla, zero, non ho nessun tipo di diatriba, non ho nessuna cosa contro. A quando qualcuno diceva di cacciarlo dalla Rai, io ho detto no per carità di Dio. È bravo nel fare quello che fa. Fa benissimo le telecronate, quello che volete. Dunque non contesto nulla e sono uno dei pochi che dice che va benissimo le telecronache, quello che volete. Ma mi deve dire chi sono quelli, nomi e cognomi, di quelli che difendono l'indifendibile e che cosa vuol dire per lui l'indifendibile. Perché sennò uno si rompe il cazzo di essere associato al male del calcio italiano", ha concluso il giornalista.(Fonte: Numer1)
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