Eriksen dimostra che non c’è una sola Inter. Conte cambia e la squadra regge, ora…

Eriksen dimostra che non c’è una sola Inter. Conte cambia e la squadra regge, ora…

Il centrocampista dell’Inter dimostra la sua classe quando Conte lo libera dai compiti di mezzala

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Partita a due velocità per l’Inter in Europa League. Primo tempo sonnolento, poi nella ripresa i nerazzurri hanno alzato il ritmo e si sono presi una vittoria importante.

“Come nel derby, l’intervallo ha portato consiglio a Conte. Tutta un’altra Inter, quella che è risalita in campo. Più decisa e più alta, con Eriksen libero di avanzare, non più imprigionato in mediana. Moses da destra ha servito un altro pallone importante, ma per Sanchez: il cileno di tacco ha sfiorato il gol d’autore. Curioso che il portiere Iliev abbia deviato alla stessa maniera, tacco su tacco. La svolta però è stata la posizione di Eriksen. Il danese trequartista ha dimostrato che un altro gioco è possibile e ha modellato la partita a sua immagine e somiglianza. Un paio di tocchi morbidi, poi il gran gol di destro che ha schiodato lo 0-0 e una botta con il piede mancino che ha scosso la traversa. Destro, sinistro, visione orizzontale e verticale: un 10 a tutto tondo. Andato in vantaggio, Conte ha tolto Moses ed inserito Barella ed è così passato ufficialmente al 4-3-1-2. La squadra gli ha dimostrato di reggere il cambiamento. Chiaro, il Ludogorets non è il Liverpool, serviranno altre prove più consistenti, ma la strada è praticabile, basta volerlo e lavorarci sopra”, si legge su La Gazzetta dello Sport.

“Eriksen e poi Lukaku. L’Inter ha cambiato faccia con il danese e con l’ingresso di Lukaku al posto di un Lautaro sbiadito, troppo innamorato di se stesso, forse appesantito dai complimenti di Messi. La fisicità di Lukaku ha terrorizzato la difesa del Ludogorets e ha stappato Sanchez, nel senso che gli ha permesso di svolazzare con più leggerezza. Lukaku ha appoggiato a Eriksen la palla dello 0-1 e ha provveduto di persona a realizzare il secondo gol, alla fine del recupero, sul rigore concesso via Var per mani di Anicet Abel. Tutto è bene quel che finisce bene, l’Inter ha un piede e mezzo negli ottavi di finale di Europa League, però oltre alla vittoria c’è di più, Razgrad ha dimostrato che un altro calcio è praticabile. L’Inter ha trovato il piano B, il 4-3-1-2 con Eriksen trequartista”, spiega la rosea.

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