Esposito, esultanza che sa di liberazione. Momento grigio sembra passato. Quanto sarebbe...
Con la rete al Feyenoord, Pio Esposito è diventato il secondo giocatore nella storia dell’Inter ad arrivare a quota 3 gol complessivi in Champions League prima di compiere 22 anni. Meglio di lui ha fatto soltanto Obafemi Martins, che ne ha segnati otto tra il 2002 e il 2005. "L’attesa di Pio, durata 50 giorni tondi tondi, è ufficialmente terminata e quella esultanza, rabbiosa ma trattenuta, sapeva di liberazione. Come il tappo di sughero tirato via con fatica dalla bottiglia, ma che rende il brindisi ancora più sacro. Ora il momento grigio sembrerebbe passato, almeno a guardare la luminosa serata olandese", sottolinea la Gazzetta dello Sport.
"Quanto sarebbe servito quel fisico che sembra scolpito da Fidia nell’area del Diavolo sabato scorso, ma Pio veniva da pochi allenamenti a causa di un’influenza dispettosa e il suo allenatore aveva pensato a tutt’altro canovaccio per il derby visti i contemporanei problemi di salute di Bonny. Una spalletta pizzicata in fuorigioco gli ha tolto la doppietta a Rotterdam, ma il peso specifico della seconda rete è pesantissimo: Pio ha spinto via le nubi rossonere e certificato una vittoria di alta nobiltà europea, che cambia anche le prospettive nella competizione".
"In realtà, l’importanza del ragazzone di casa si è sempre vista in Europa, indipendentemente dalla presenza o meno sul tabellino: da quando è in prima squadra, nella somma assist più gol, è secondo solo a re Lautaro. Se l’argentino ha messo lo zampino su sette marcature nelle ultime due stagioni di Champions, Esposito è salito ieri a cinque. Pio, tanto guerriero quando fa la lotta greco-romana con il marcatore che gli si avvinghia quanto sensibile nella vita privata, ha sofferto particolarmente il lutto e il suo calo si spiega anche per quello".
(Gazzetta dello Sport)
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